Auguri a... 5 luglio - Gianfranco Zola, The Magic Box

Compie gli anni un monumento del calcio italiano
05.07.2020 07:00 di Carlo Tagliagambe Twitter:    Vedi letture
Gianfranco Zola
Gianfranco Zola

Così piccolo di statura, così grande nel talento e nella fantasia. Basterebbe questa estremizzazione ossimorica per raccontare in poche parole ciò che Gianfranco Zola rappresenta per il calcio italiano. Semplicemente un monumento, capace di sfondare in patria ed esportare il suo calcio altrove, facendo innamorare persino gli snobissimi inglesi, sempre restii a lasciarsi andare alle emozioni calcistiche provenienti da oltremanica.

Ma Gianfranco Zola è così, se lo vedi non puoi non innamorarti di lui e del suo calcio. La sua favola parte dalla Sardegna, più precisamente da Oliena, dove nasce il 5 luglio del 1966 e muove i primi passi calcistici nella squadra locale presieduta dal padre Ignazio. Nel 1984 passa poi alla Nuorese e nell'86 alla Torres, dove militerà per tre stagioni vincendo anche un campionato di serie C2.

Quindi la chiamata dalla serie A: è il Napoli a volere il giovane talento sardo come vice-Maradona nel 1989. L'esperienza napoletana gli permette di mettere in bacheca uno scudetto e giocare al fianco di campioni del calibro di Careca, Fonseca e Alemao. Lo stesso Maradona poi, prima di lasciare Napoli, gli consegnerà la sua maglia numero 10 per continuare la scia di grandi giocate con la dieci sulle spalle. 

Nel '94 il discusso (fu accusato di tradimento dai tifosi campani) passaggio al Parma di Nevio Scala dove -al fianco del colombiano Faustino Asprilla- forma una delle coppie gol più spettacolari (e prolifiche) del campionato. Sarà un biennio importante, coronato dalla conquista di Coppa Uefa e Supercoppa Europea sotto la guida del tecnico veneto. Poi gli arrivi di Stoichkov in attacco e di Ancelotti in panchina costringono Zola a cercare una nuova avventura.

E' il Chelsea a puntare su di lui e a trovare la sua stella assoluta: Zola resterà in Inghilterra 7 anni vincendo diversi trofei (2 FA Cup, 1 Coppa di Lega, 1 Coppa Coppe e 1 Community Shield) diventando idolo indiscusso dei tifosi Blues e guadagnandosi anche il soprannome di Magic Box (Scatola Magica) per le sue incredibili giocate, nonchè l'onoreficenza di  Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta in persona. Una storia incredibile, quella di Zola al Chelsea, che niente e nessuno avrebbe potuto interrompere, se non il richiamo di casa.

E allora, con il Cagliari appena retrocesso in serie B, Zola si sente investito da una missione: riportare i rossoblù (di cui è sempre stato tifoso) in serie A e chiudere la propria avventura nel mondo del calcio con la sua maglia cucita addosso come una seconda pelle. A nulla valgono le offerte (milionarie) del neo patron del Chelsea Abramovich per convincerlo a restare: Zola ha deciso, vuole tornare a casa.

E tutto va secondo i piani: l'aria di casa vale subito la promozione dei sardi, trascinati da un grande Zola autore di 13 gol in serie B nel famoso tridente con Esposito e Suazo. Tridente poi riconfermato in serie A dove Zola si toglierà anche lo sfizio di chiudere la sua carriera, il 29 maggio 2005, con una spettacolare doppietta alla Juventus. 

L'epilogo perfetto per una carriera perfetta. Signori e signore, questa è la storia di Gianfranco Zola...