Juventus
Spalletti: “Kelly e Conceicao da valutare. Yildiz la nostra forza”
Published
2 ore agoon

Spalletti, alla vigilia del match contro la Lazio in programma domani sera alle ore 20:45, interviene in conferenza stampa.
Dopo il silenzio alla vigilia del match di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus, per gli impegni ravvicinati, Luciano Spalletti torna a parlare in conferenza stampa.
Il tecnico bianconero, dunque, incontra i giornalisti alle 16:00: una conferenza che servirà per fare il punto dopo l’eliminazione dalla Coppa Nazionale.
Di seguito, le parole di Spalletti.
SPALLETTI: LA CONFERENZA STAMPA

Sul rinnovo di Yildiz:
“Ci siamo vestiti tutti così perché è un giorno importante per il futuro della Juventus. È significativo sulle intenzioni di questo club ed è bellissimo pensare di avere Kenan in squadra più anni possibile”.
Mister, come stanno Yildiz e Conceicao?
“Kenan è a disposizione, oggi ha sviluppato tutto l’allenamento con la squadra. Conceicao e Kelly, invece, hanno svolto lavoro a parte. Dobbiamo valutarli domani perché è passato talmente poco tempo che il percorso verrà valutato meglio domani mattina”.
Cosa ci dice sulla vicinanza della società e sul suo rinnovo?
“Giusto non mettere pressione alla cosa: la società deve aver tempo di fare valutazioni. Quando riuscirò a dimostrarlo come Kenan, allora penso sarà una cosa possibile. Ma siamo tutti concentrati sulla nostra priorità: ovvero preparare bene le partite. La Juventus ha da sistemare qualcosa come ha fatto oggi che diventa fondamentale per il futuro, ha da parlare di contratti in scadenza. Ovviamente c’è anche il mio, ma sono venuto qua con l’intenzione di lasciargli a disposizione la scelta”.
Quali sono le differenze tra le ‘prime’ e le ‘seconde’ linee?
“Questa situazione è dipesa anche da me, perché siamo costretti a fare delle scelte. Siccome siamo una squadra con un comportamento ben preciso, questa capacità di relazionarsi diventa fondamentale nel gioco. Sempre probabilmente io facendo giocare quelli lì sono riuscito a far condizionare di più chi ha giocato di più rispetto chi ha giocato di me. Ma questa differenza, personalmente, non la vedo. Tutto viene fuori dalla prestazione”.
SPALLETTI PROSEGUE
Spalletti, ci sono le prestazioni ma mancano i risultati…
“Tra giochisti e risultatisti ci sono in mezzo gli equilibristi. Da un mio punto di vista, poi, diventa facile e ad avere più palla si riescono a decidere le sorti. In una gara come quella di domani, se dai la sfera alle squadre di Sarri fanno la cosa che gli piace più: riuscendo, quindi, a sviluppare più cose di quelle che preparano e provano. Ci sono partite che ti fanno rimanere un in sospeso e ti fanno sentire incompleto. Quello che vogliamo fare, dunque, è sviluppare tutto ciò dentro le partite”.
Cosa comporta avere un leader di 20 anni come Yildiz?
“Certamente dà forza a tutta la squadra: le valutazioni di questi campioni sono in funzione di quanto fan brillare la squadra. Con le giocate a livello individuale si influenza il collettivo: in questo modo si diventa più forti. Kenan ha questo strappo, quell’uno contro uno fulminante che ti mette in condizione di avere il vantaggio. Inoltre ha esclusività nell’intuizione, nell’estro e nella fantasia. Il fatto che sia molto giovane fa parte della cultura e della famiglia si ritrova”.
Cosa ci dice su Boga e Holm?
“Sono due giocatori forti, che ci possono dare una mano. Volevamo un calciatore che avesse quelle caratteristiche lì e che sapesse partire da quella posizione: ma Boga sa stare in altri ruoli, perché ha rapidità, tecnica e sensibilità palla al piede. Ha ugualmente la caratteristica di saper saltare il suo avversario. Per quanto riguarda Holm è uno che conosco da tempo perché ha giocato nello Spezia: mia moglie è di lì e sono andato più volte a vedere lo Spezia: mi ha colpito. Poi è cresciuto ulteriormente, ma sono due giocatori che ci possono dare un contributo importante” .
IL TECNICO CONTINUA
Si aspetta altri colpi alla Yildiz?
“Penso che una delle migliori qualità di un allenatore sia farsi comprare i calciatori. Ci vogliono calciatori forti che abbiano le condizioni di far giocare la squadra per raggiungere obiettivi importanti. Un allenatore può impegnarsi, essere bravo o meno bravo, ma poi sono i calciatori a determinare certi livelli”.
Cosa ci dice sulla Lazio?
“La Lazio è una squadra in continuo movimento, che ha palleggio e che sa giocare a calcio. Dobbiamo saperci adattare a scenari che cambiano di continuo, perché è una qualità importante ed una chiave per prendere in mano il pallino del gioco. Contro di loro distanze e ritmo devono essere allineati in tutta la squadra. Loro sono sempre compatti e uniti nelle scelte che fanno. Bisognerà essere bravi”.
Cosa ci dice sugli attaccanti e sugli inserimenti?
“Prima il centravanti era il punto di arrivo, ovvero il finalizzatore e colui che faceva goal: ora, invece, è il punto di partenza perché la finalizzazione viene distribuita. La prima punta apre, lascia la possibilità di inserirsi a giocatori come McKennie. Uno dei centrali viene sempre a bacchettare, prevenire la marcatura, di conseguenza ti rimangono questi spazi. Vogliamo essere quella squadra lì”.
Su Kelly e Conceicao:
“Kelly è fortissimo, ma per ora usa una percentuale bassa in base alle potenzialità che ha: crediamo sia solo mancino, ma sa usare molto bene anche il destro. Ha qualità nelle scelte di passaggi quando esce dal reparto e si crea possibilità di giocare con la squadra: in più ha una castagna mancina su punizione. Conceicao deve crescere. Come dicevo prima, dunque, nel calcio moderno bisogna saper valutare quello che è il pallone, che può cambiare la storia della gara. Quelle situazioni durano pochi secondi, il pallone obbedisce prima all’idea che al piede. Bisogna avere un’idea ben precisa quando ricevi la palla e di conseguenza il piede esegue”.
Spalletti, cosa ci dice sul campionato?
“Tutte le volte giochiamo contro il campionato e contro il nostro futuro: ogni partita è nostra, nel senso che è sempre la nostra squadra che gioca. Dobbiamo avere mentalità, coerenza di comportamento e andare a giocare le nostre partite. Non deve influenzarci ciò che abbiamo davanti”.














