CR7: oggi elegantone, ma un tempo invece...

29.08.2022 12:10 di Gabriele Cantella   vedi letture
CR7: oggi elegantone, ma un tempo invece...

Look impeccabile, abiti firmati e Rolex al polso: CR7 è un’icona di stile ed eleganza, ma un tempo vestiva male e lo prendevano in giro…

Nu jeans e na maglietta

Eddie Johnson, compagno di Cristiano Ronaldo ai tempi dello United, racconta il primo giorno del portoghese a Manchester, descrivendo il suo abbigliamento dell’epoca, lontano anni luce da quello di oggi:

È comparso all’entrata di Carrington e mi ricordo di averlo visto e di aver pensato ‘e chi è questo ragazzino?’, perchè era vestito in maniera terribile. Aveva una maglia a collo alto e jeans stretti e scoloriti. Qualcuno mi ha detto che era Ronaldo, il nuovo acquisto, e poi ci siamo andati ad allenare. Io ero ancora molto giovane, ma mi allenavo con la prima squadra e abbiamo fatto il riscaldamento 5 contro 2 e lui ha fatto subito un tunnel a uno degli altri ragazzi. Lo ha confuso così tanto che gli ha fatto incrociare i piedi e lo ha fatto finire a terra. Tutti ci siamo guardati e abbiamo pensato ‘che giocatore’ e da quel giorno in poi ci sono state parecchie aspettative su di lui.

Innamorato del pallone

Ronaldo, si sa, vuole sempre il pallone tra i piedi e al gioco di squadra preferisce l’azione personale, suscitando le proteste dei compagni:

Tutti sapevamo che era un talento, che era in grado di cambiare una partita e che era bellissimo da veder giocare, ma Ruud van Nistelrooy era frustrato nei suoi confronti. Lui correva in area, ma Ronaldo cercava di dribblare il terzino tre o quattro volte. Credo che tutti quanti avessero qualcosa da ridire sul modo in cui gestiva il pallone e lo crossava. Ma Ruud era abituato a Beckham o Giggs e si lamentava tutto il giorno.

Papà Ferguson

All’esplosione di CR7 allo United, secondo Johnson, contribuì in misura decisiva l’atteggiamento paterno di Sir Alex Ferguson nei confronti del portoghese:

Ferguson è stato una figura paterna per lui, perchè Ronaldo aveva problemi con suo padre, che poi è morto quando lui era ancora giovane. Quindi penso che l’allenatore ha preso quel ruolo e che sia una delle ragioni principali per cui è riuscito a tirare fuori il meglio di lui. Noi lo prendevamo in giro al riguardo, gli dicevamo ‘ecco papà’, oppure se c’era qualche problema di andarlo a dire a paparino. Ma scherzavamo e alla fine un rapporto così stretto con Ferguson è stato la cosa migliore sia per Cristiano che per lo United.