Pertini abbocca alla finta di Causio e Bearzot si prende il Settebello!

Il racconto della sfida a scopone sull'aereo di ritorno.
11.07.2020 09:00 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Lo scopone sull'aereo
Lo scopone sull'aereo

11 luglio 1982, 80' della finale mondiale Italia-Germania. Altobelli riceve palla da Conti, scarta Schumacher e appoggia in rete a porta vuota il gol del 3-0. Sandro Pertini, in piedi sugli spalti del Santiago Bernabeu, alza i pugni al cielo ed esclama, sicuro: "Non ci prendono più!".

E aveva ragione il presidente, il gol della bandiera dei tedeschi, realizzato da Breitner, conta solo per le statistiche. L'Italia è campione del mondo per la terza volta nella sua storia. Qualche ora più tardi, a bordo dell'aereo presidenziale che ospita gli eroi azzurri, Pertini, grande appassionato di scopa e giocatore incallito, chiede se qualcuno della squadra sia disponibile per una partita a scopone.

All'appello rispondono in tre: Bearzot, Zoff e Causio. Il Barone fa coppia con il cittì, il capitano con il presidente. La sfida è combattuta ed equilibrata, ma Causio è fantasioso e imprevedibile al tavolo da gioco, proprio come lo è sul campo col pallone tra i piedi: "Io ero in coppia con Bearzot, il presidente con Zoff - racconta il Barone-. Io feci una furbata: calai il sette, pur avendone uno solo. Pertini lo lasciò passare e Bearzot prese il settebello. Abbiamo vinto così quella partita".

Il presidente aveva abboccato all'amo di Causio, allo stesso modo in cui gli avversari sul campo rimanevano disorientati dalle sue finte. Di quell'errore Pertini si scusò in seguito con Zoff, in una lettera indirizzata al portiere in occasione del suo ritiro dal calcio giocato: "Caro Zoff, io non dimenticherò mai la tua bravura nel Mundial et la tua bonarietà quando tuo compagno in una partita a scopone sull’aereo che ci riportava a Roma ti ho fatto perdere... Il tuo volontario ritiro dalle competizioni mi addolora… Esci dopo tante vittorie il cui ricordo ti conforterà nelle ore di solitudine. Sei stato un nome e un simbolo per tutti gli sportivi. Io sentirò nostalgia di te… Vieni a trovarmi, giocheremo a scopone e cercherò di non fare più gli errori che mi hai giustamente rimproverato. Auguri mio caro Zoff".

Così rispose Dino: "Caro presidente, devo confessarLe che le Sue parole mi hanno commosso ed inorgoglito e mi hanno aiutato ad addolcire questo amaro momento. Anche da parte mia, il ricordo di Madrid ed i momenti sereni passati in Sua compagnia sono e saranno vivi in me. Spero che queste mie poche righe scritte però col cuore Le possano esprimere quanto Le sono affezionato e quanto Le sono grato di considerarmi un Suo amico. Sperando di rivederLa presto ed abbracciarLa, Le invio i miei più affettuosi saluti".