Quella volta che... Roby Baggio tornò a Dortmund

Una punizione del Divin Codino diede vittoria e qualificazione alla Juve.
07.04.2021 10:00 di Gabriele Cantella   vedi letture
Baggio in azione
Baggio in azione

Il 10 sulle spalle, il codino, un interno destro tagliente come la katana di un samurai. Con quell'interno destro Roby Baggio sapeva tagliare traiettorie irridenti per i portieri avversari, inebrianti per i tifosi della Juventus, che dai tempi di Michel Platini non vedevano simili magie. 

Come muore una foglia Roberto lo ha imparato da Zico, ammirando e imitando le punizioni del Galinho, non immaginando che un giorno sarebbero state le sue punizioni ad essere ammirate e imitate. 18 aprile 1995, la Juve a Dortmund si gioca un posto in finale di Coppa Uefa.

Per i bianconeri un solo risultato possibile dopo il 2-2 dell'andata: la vittoria! Ma l'iniziale vantaggio di Porrini è annullato dal gol dell'ex Julio Cesar e l'1-1 ai tedeschi sta benissimo. Se n'è andata appena la mezz'ora, punizione per la Juve. Punizione per Baggio.

Il numero 10 raccoglie il pallone umido di pioggia e lo asciuga con il bordo inferiore della maglia. Poi lo mette giù, lo adagia morbidamente su di un letto d'erba e s'allontana. Tre passi indietro, un occhio al portiere, il fischio dell'arbitro. Un tocco lieve, il pallone prende l'ascensore e comincia a salire.

Sale oltre la barriera, la scavalca e girando su sè stesso continua a salire. Poi d'un tratto scende, planando leggero come una foglia cullata in aria da un Ponentino estivo. Scende alle spalle del portiere, tramonta laddove s'incontrano i pali, lì dov'è impossibile arrivare. Goool! 2-1 e bye bye Dortmund! 

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