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Bastoni della discordia: il “Teorema dell’Illusione” a S.Siro!
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2 ore agoon

Bastoni e il ritorno del “contatto leggero ma percepito”. A San Siro, in una serata che doveva celebrare il calcio, è andato in scena il solito festival dell’assurdo, con la terna arbitrale nel ruolo di sceneggiatrice e il VAR in quello di spettatore non pagante. La Juventus di Luciano Spalletti, che gioca, corre e reagisce pure agli inciampi propri (leggasi l’autogol di Cambiaso su gentile omaggio di Di Gregorio), viene abbattuta non dall’Inter, ma da un’allucinazione collettiva del signor La Penna.
Bastoni e l’espulsione che non c’era
Il capolavoro avviene poco prima dell’intervallo. L’arbitro spedisce Kalulu sotto la doccia con un secondo cartellino giallo che definire “inventato” è un insulto alla fantasia.
La dinamica è chiara a chiunque non porti i paraocchi d’ordinanza: Bastoni anticipa, sente il soffio del destino (o forse solo l’aria condizionata) e stramazza al suolo con una coordinazione da étoile del Bolshoi. Sarebbe simulazione tutta la vita, con annesso giallo per il nerazzurro.
Invece no: l’arbitro estrae il rosso per il francese, ribaltando la realtà fisica prima ancora che regolamentare.
La dottrina Chivu: “Mani a casa”
Nel post-partita, il tecnico interista Cristian Chivu si traveste da filosofo del diritto applicato. Ammette che il tocco è “leggero” (traduzione: inesistente), ma sentenzia che Kalulu doveva “tenere le mani a casa”.
Una perla di saggezza che ricorda certi interrogatori dove l’imputato è colpevole di aver respirato troppo vicino alla vittima. Il fatto che Chivu abbia sostituito Bastoni un secondo dopo l’episodio, temendo che il “miracolato” venisse espulso a scoppio ritardato, dimostra in modo definitivo la sua cattiva coscienza tattica.
La furia della dirigenza bianconera: “Vergogna mondiale”
Mentre la Juve, con una tenacia commovente, agguanta il pari persino in dieci grazie a una perla di Locatelli, il destino (e Zielinski) decide che la beffa deve essere completa: 3-2.
Ma il vero spettacolo inizia davanti ai microfoni.
Giorgio Chiellini e l’Ad Damien Comolli non usano giri di parole.
“Inter-Juve vergogna davanti a tutto il mondo, è il punto di non ritorno”, urla Comolli.
E ha ragione! Perché se il VAR serve solo a confermare le sviste invece di correggerle, allora tanto vale sostituire la tecnologia con un pallottoliere truccato.
In un Paese normale, si discuterebbe della prestazione gigante dei bianconeri in inferiorità numerica. Invece ci tocca commentare l’ennesimo capitolo di una saga dove il “palazzo” non ha finestre, ma solo specchi per deformare la realtà.
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