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Chivu sugli arbitri: “Non sono il problema del calcio italiano”
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2 ore agoon

Chivu sugli arbitri butta un po’ d’acqua sul fuoco sostenendo che non siano da attribuire a loro i problemi del calcio italiano.
Alla vigilia di una sfida decisiva, la conferenza stampa di Cristian Chivu si accende soprattutto sul tema arbitrale, più che sulla partita imminente dell’Inter.
Chivu sugli arbitri: “Non sono il problema del calcio italiano”
Il tecnico nerazzurro prende posizione con decisione:
“Il calcio italiano e noi tutti dobbiamo migliorare in tante cose ma non sul piano arbitrale, poi ovvio che loro come tutti possono fare meglio. Il problema non sono gli arbitri: se l’Italia non va al Mondiale da 11 anni è colpa degli arbitri? Parliamo sempre delle stesse cose anche dopo l’avvento del Var, ci si lamenta sempre contro la propria squadra. Quando vedrò un allenatore dire: l’arbitro mi ha favorito…”.
E sulla possibilità che le polemiche possano influenzare le decisioni future:
“Non temo niente, non vedo fantasmi. Sono stato scelto per trovare soluzioni, non per lamentarmi”.
Poi l’attenzione si sposta finalmente sul Derby d’Italia contro la Juventus:
“La Juventus è migliorata tanto con Spalletti, gli ha dato un’identità in poco tempo. Questa è una partita in cui trovi qualche stimolo in più, un match importante non solo in Italia ma la vera sfida è trovare le motivazioni anche contro squadre inferiori sulla carta. Dobbiamo essere pronti come sempre, anche accettando che non potremo avere sempre il dominio del gioco”.
Una battuta anche sull’assenza in conferenza del tecnico bianconero:
“Io ho chiesto che venisse Lautaro (ride, ndr). Una scelta che condividerei volentieri, parlare ogni tre giorni non è facile”.
Scudetto, Infortuni, Thuram e Brignone
Sull’ipotesi che una vittoria possa rappresentare la svolta per lo Scudetto, Chivu invita alla prudenza:
“Mancano 14 partite, in questo momento un risultato non fa tanto la differenza se non a livello morale e mentale. Il campionato è ancora lungo”.
Arrivano intanto buone notizie dall’infermeria:
“Barella e Calhanoglu sono a disposizione”.
Parole affettuose anche per Marcus Thuram, protagonista di una sfida speciale contro il fratello:
“La storia della sua famiglia è molto bella, nonostante la rivalità è normale che rida col fratello perché lo ama. Io gli chiedo solo di essere più egoista sotto porta”.
Chivu sottolinea poi la crescita del gruppo dopo il 3-4 dell’andata:
“Il merito è dei ragazzi, hanno tirato fuori l’orgoglio e siamo cresciuti pian piano. Ho chiesto di non guardare mai la classifica, è importante l’equilibrio e avere più rispetto per noi stesso: così non subentra la presunzione quando affronti le piccole e non vai oltre quando affronti le big”.
Infine, un pensiero per Federica Brignone, esempio di determinazione e resilienza:
“È un modello, e noi del calcio dobbiamo imparar qualcosa. Spesso veniamo giudicati solo per i risultati ma è giusto solo fino a un certo punto. La storia di Brignone è bella, nessuno ci credeva se non lei: sono cose commoventi”.
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