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Amarcord

Il mio primo derby a San Siro

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Il mio primo derby

Il mio primo derby: Ancelotti contro Mourinho, Ronaldinho contro Ibrahimovic, Maldini contro Zanetti. Vi racconto…

Il mio primo derby a San Siro

Il mio primo derby: Ronaldinho, San Siro e un ricordo che non se ne andrà mai

Era il 28 settembre 2008. Avevo compiuto dodici anni da qualche mese e frequentavo la seconda media. Quella sera non vedevo l’ora di entrare a San Siro: il Milan affrontava l’Inter e, soprattutto, avrei visto Ronaldinho giocare dal vivo.

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Se mi sono innamorato del calcio, lo devo proprio a lui. Alle sue magie con la maglia del Barcellona, ai sorrisi e alle giocate impossibili con quella verdeoro della Seleção. Per questo la mia gioia fu indescrivibile quando, nell’estate del 2008, Adriano Galliani riuscì a portarlo al Milan. Ronaldinho, il mio idolo, avrebbe indossato la maglia della mia squadra del cuore.

Quello del 28 settembre non era un derby qualsiasi. Era il primo derby che vedevo allo stadio. E, allo stesso tempo, la prima volta che vedevo Ronaldinho dal vivo. A volte penso che il Dio del calcio abbia un debole per queste coincidenze.

Il mio primo derby a San Siro finì infatti 1-0 per il Milan, deciso proprio da un gol del mio giocatore preferito.

Ma non è solo una questione di ricordi personali. Ripensandoci oggi, credo che la stagione 2008-2009 abbia regalato ai tifosi di Milan e Inter alcuni dei derby con il più alto tasso tecnico del XXI secolo.

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Le formazioni:

Il 4-3-2-1 di Carlo Ancelotti:
Abbiati; Zambrotta, Maldini, Kaladze, Jankulovski; Gattuso, Ambrosini, Seedorf; Kakà, Ronaldinho; Pato.
A disposizione: Dida, Bonera, Antonini, Emerson, Flamini, Cardacio, Shevchenko.

Il 4-3-3 di José Mourinho:
Julio Cesar; Maicon, Burdisso, Materazzi, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Vieira; Quaresma, Ibrahimovic, Mancini.
A disposizione: Toldo, Córdoba, Rivas, Stankovic, Adriano, Cruz, Balotelli.

Il Milan schierava tre Palloni d’Oro – Kakà, Ronaldinho e Shevchenko in panchina – oltre a una serie di campioni assoluti. L’Inter, invece, aveva gran parte dell’ossatura che appena un anno dopo avrebbe trionfato nella finale di Champions League di Madrid, oltre ad altri giocatori di livello straordinario.

A dire il vero, non fu un derby particolarmente spettacolare. La partita fu decisa da una sola giocata: il colpo di testa di Ronaldinho, su un perfetto cross di Kakà. Fu il primo dei 26 gol che il brasiliano avrebbe segnato nei suoi due anni e mezzo in rossonero.

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Una rete anche molto discussa. Kakà, al momento del cross, sembrava partire da una posizione leggermente irregolare. Ma erano altri tempi: senza VAR, episodi del genere erano tutt’altro che rari.

Al di là delle polemiche, però, per me conta solo una cosa.

Le emozioni che ho provato quella sera a San Siro.
Quelle sì, resteranno per sempre.

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