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Neroazzurri spietati: partita e pagelle
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2 ore agoon

Neroazzurri scatenati e spietati , una pioggia di gol travolge la Roma nel giorno di Pasqua. Dopo tre turni di astinenza che avevano fatto storcere il naso ai tifosi, la squadra di casa ha scelto il palcoscenico più prestigioso e il pomeriggio di festa per mandare un segnale chiarissimo al campionato.
Neroazzurri implacabili, un 5-2 che non ammette repliche!
Un 5-2 finale che non ammette repliche, figlio di una superiorità tecnica e atletica apparsa evidente sin dai primi secondi di gioco.
La Roma, che pure aveva approcciato la sfida con la fiducia derivante dal successo di Lecce, si è dovuta inchinare alla serata di grazia dei leader avversari. La cronaca del match sembra uscita da un copione già scritto per esaltare i padroni di casa.
L’uragano Lautaro e la magia di Chala
È trascorso appena un minuto quando Lautaro Martinez ha deciso di porre fine al suo digiuno realizzativo: Thuram scappa sulla fascia, semina Ndicka e serve al centro un pallone che il capitano deve solo spingere in rete anticipando Celik. Un inizio shock che avrebbe potuto abbattere chiunque, ma la Roma ha avuto il merito di restare in scia, aggrappandosi alle parate di Svilar e alle invenzioni di Malen.
Al 40′, il pareggio giallorosso: Rensch pennella un cross perfetto per l’inserimento di Mancini, che di testa batte Sommer sfruttando un’incertezza della marcatura di Thuram. Il gol sembrava poter mandare le squadre negli spogliatoi in equilibrio, ma al 47′ Hakan Calhanoglu ha deciso di riscrivere la storia del match con una conclusione dalla lunghissima distanza.
L’Inter regala un finale di gestione e spettacolo
Una traiettoria carica di effetto che ha beffato Svilar proprio sulla sirena del primo tempo, fissando il punteggio sul 2-1. La ripresa è un monologo nerazzurro
Il secondo tempo si è trasformato rapidamente in una passerella per la squadra di casa. Al 52‘, Thuram ha strappato un pallone vitale a metà campo, servendo l’assist per la doppietta personale di Lautaro Martinez. Glaciale nello scavalcare il portiere in uscita.
Solo tre minuti più tardi, è stato lo stesso Thuram a griffare il poker per i neroazzurri con un colpo di testa imperioso su sviluppo di calcio d’angolo. Una disattenzione collettiva di Ndicka e Ghilardi ha spalancato la strada a Nicolò Barella, che non ha perdonato, tornando al gol dopo sei mesi di digiuno.
Nonostante il passivo pesantissimo, la Roma ha trovato la forza di accorciare al 70′ con il capitano Lorenzo Pellegrini, lesto a ribadire in rete un pallone vagante dopo un’azione insistita di Malen. L’ultima parte di gara è servita ai due allenatori per dare spazio alle seconde linee. Il giovane Pio Esposito è entrato con una voglia matta di segnare, ma si è scontrato contro un monumentale Svilar, autore di un miracolo all’80′ che ha evitato un passivo ancora più tennistico. Anche Dumfries ha avuto sul piede la palla del sesto gol, sciupando però un comodo pallonetto.
Al triplice fischio, l’entusiasmo del pubblico ha sancito la fine della crisi. Per la Roma di Gasperini, invece, un brusco risveglio che costringerà lo staff tecnico a profonde riflessioni sulla tenuta difensiva contro le grandi del torneo.
Le pagelle dei neroazzurri:
Sommer 7.5: La parata su Malen nel primo tempo è un capolavoro di reattività. Fondamentale.
Akanji 7: Un muro umano. Legge in anticipo ogni situazione pericolosa, salvando un gol fatto su Malen.
Bastoni 7: Eleganza e concretezza. Non concede nulla agli attaccanti giallorossi. (Dal 57′ Darmian 6)
Dimarco 7.5: Motorino inesauribile sulla fascia. Suo l’assist per il quasi-gol di Esposito.
Calhanoglu 8: Il gol del 2-1 è una gemma rara. Gestisce il ritmo della partita come un metronomo. (Dal 67′ Sucic 6)
Barella 7.5: Cuore e polmoni. Il gol è il giusto premio per una prestazione di totale sacrificio.
Lautaro Martinez 8.5: Il “Toro” è tornato a caricare i neroazzurri. Due gol da centravanti vero e tanta leadership. (Dal 57′ Bonny 6.5)
Thuram 8: Uomo assist e goleador. Quando parte palla al piede, la difesa della Roma non lo tiene mai. (Dal 67′ Pio Esposito 6)












