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Cardinale rompe il silenzio: “Non andare in Champions sarebbe…”

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Il proprietario del Milan Cardinale rompe il silenzio e avverte come non qualificarsi in Champions sarebbe un fallimento.

Gerry Cardinale rompe il silenzio in un momento delicatissimo per il AC Milan. Il proprietario di RedBird, che spesso preferisce parlare attraverso i risultati più che con le dichiarazioni, sente però il bisogno di intervenire pubblicamente dopo il crollo rossonero nella corsa Champions.

Cardinale non nasconde la propria delusione per il rendimento delle ultime settimane: “In questo momento è giusto dare un messaggio chiaro. Fin qui squadra e allenatore hanno fatto un buon lavoro, fino al match con la Lazio eravamo in corsa per lo scudetto ma nelle ultime cinque partite stiamo gettando al vento la stagione. So che nello sport succede ma non mi fa stare meglio, sono deluso ma vinciamo le ultime due partite”.

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Il numero uno rossonero è netto anche sul peso della qualificazione europea: “Se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento. Non sono contento, così come Allegri e i giocatori. Abbiamo anche patito tanti infortuni. Però nella mia cultura se qualcuno inciampa bisogna aiutarlo a rialzarsi, non va cancellato: quindi sosteniamo la squadra senza demoralizzarla in queste ultime due partite. I tifosi sono arrabbiati quanto me ma cerchiamo di sostenere i calciatori”.

Cardinale rompe il silenzio: “Non andare in Chmpions sarebbe…”

Cardinale respinge poi le accuse di chi lo considera interessato soltanto ai conti economici: “Quando vedo che non siamo all’altezza sento sottopelle la reazione dei tifosi, mi sveglio ogni mattina col desiderio di vincere e provo frustrazione quando non riusciamo. E voglio smentire una cosa: non è vero che mi interessa solo il denaro e non vincere. In carriera e nella vita ho sempre vinto, ridicolo pensare che farei una cosa senza l’obiettivo di vincere con continuità. Io non alleno, non segno gol o difendo ma posso fare la mia parte: fornire risorse finanziarie per schierare una squadra vincente”.

Sul tema investimenti, il proprietario del Milan rivendica gli sforzi fatti dal club sul mercato: “Da quando sono al Milan abbiamo ottenuto risultati finanziari superiori alle aspettative, è importante perché poi li reinvesto, non li metto in tasca. Nelle ultime tre stagioni abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra di Serie A. Ecco, magari non abbiamo speso al meglio: mi do un voto più alto per quanto ho speso per come li ho spesi”.

Il ‘mea culpa’

Non manca anche una parziale autocritica: “Ho commesso molti errori, certo. Il Milan è probabilmente la cosa più difficile che ho fatto ma non mi fermerò: sono un combattente. È stato difficile capire quanto il contesto sia diverso, da fuori se sei americano non capisci il ruolo che hanno il Milan e il calcio per la comunità. Non voglio trasferire in modo diretto come facciamo le cose in America”.

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Infine, Cardinale allarga il discorso al sistema calcio italiano, lanciando anche una frecciata all’Inter Milan e alla finale di Champions persa contro il Paris Saint-Germain F.C.: “Vorrei ci si concentrasse di più su temi cruciali come le infrastrutture sportive, come modernizzare il movimento, perché la Nazionale ha mancato il terzo Mondiale di fila. Non è solo questione di Serie A, si tratta anche di non presentarsi alle finali di Champions e perdere 5-0”.

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