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Pareggio assistito: l’Inter non chiude la pratica e il Toro ringrazia

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Pareggio

Pareggio . Una parola che nel vocabolario del calcio italiano , dovrebbe suonare come un’eccezione e che invece , all’Olimpico Grande Torino , assume i contorni di una sentenza .

Pareggio di rigore : il Toro si sveglia dal sonno e rovina la festa a un’Iter distratta e presuntuosa

La corazzata di Cristian Chivu , quella che secondo i soliti megafoni di regime avrebbe già dovuto avere la stella cucita sul petto per grazie ricevuta e “designazioni” gradite , si fa rimontare da due gol da un Torino che , per una volta , decide di onorare il proprio nome anzichè fare da comparsa nel film già scritto della festa neroazzurra .

Il copione della prima ora di gioco era il solito, noioso esercizio di stile: un’Inter che amministra, spinta dal sinistro di Federico Dimarco, un giocatore che ormai sforna assist con la stessa frequenza con cui certi uffici stampa sfornano veline. Prima Thuram, poi Bisseck: due a zero e titoli di coda pronti per essere spediti in tipografia. Ma il calcio, a differenza dei tribunali sportivi, ogni tanto riserva qualche sorpresa di dignità.

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D’Aversa incarta Chivu nella ripresa: la rimonta granata firmata Simeone e Vlasic gela i nerazzurri a un passo dal titolo

Il Torino di D’Aversa, che fin lì pareva aver scambiato il campo per una sala d’attesa, ha avuto il merito di non staccare la spina. Merito dei cambi, certo, ma anche di una certa supponenza interista, incarnata da un Akanji in versione “turista per caso” e da un Carlos Augusto che, nel finale, decide di improvvisarsi pallavolista nell’area di rigore. L’arbitro Mariani, dopo il consueto pellegrinaggio al monitor del Var , non ha potuto far altro che indicare il dischetto. Vlasic, glaciale, ha firmato il definitivo 2-2.

L’Inter resta vicina al traguardo, ma questo stop forzato ci ricorda che nel calcio, come nella vita, dare tutto per scontato è il primo passo verso la figuraccia. Chivu dovrà aspettare il Parma per stappare lo spumante, mentre D’Aversa si gode una rimonta che profuma di libertà e orgoglio granata. Ai tifosi per ora rimane solo il sapore un pò amaro del pareggio .

Le pagelle dell’Inter

SOMMER 6: Spettatore per un’ora, poi deve raccogliere due palloni in fondo al sacco. Salva il punto su Casadei nel finale.

BISSECK 6.5: Segna il gol del raddoppio e sembra il preludio alla gloria. Poi, come tutta la difesa, si siede troppo presto sul divano.

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AKANJI 5: La fotografia del blackout nerazzurro. Sbaglia l’anticipo su Simeone e lo guarda segnare. Distratto.

CARLOS AUGUSTO 5: Un’ingenuità che costa cara. Quel braccio largo su Zapata è un regalo che il Torino non poteva ignorare.

DIMARCO 7.5: Semplicemente illegale. Due assist, arriva a quota 17 in stagione sorpassando mostri sacri del ruolo. Se l’Inter vola, è merito delle sue traiettorie telecomandate.

THURAM 7: Attaccante di razza. Dodicesimo centro in campionato, sesto di testa. Quando vede la porta, non perdona. Peccato che i compagni dietro decidano di rovinargli la festa.

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ALL. CHIVU 6: Gestione dei cambi rivedibile e una squadra che stacca la spina sul 2-0. In un ambiente già surriscaldato dalle polemiche arbitrali, farsi rimontare così non è il massimo del bon ton. Lo scudetto arriverà, ma oggi ha perso un’occasione per chiudere i giochi con stile.

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