Interviste
Esclusiva: Fulvio Marrucco
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Redazione
Esclusiva: Fulvio Marrucco. “In Italia mancano i talenti. Spalletti può rilanciare la Juventus. Vi racconto il Chelsea di Zola”.
Davide Sacchetti ha intervistato in esclusiva (Clicca QUI per altre interviste) per Calcissimo.com Fulvio Marrucco, storico procuratore sportivo ed ex agente di Gianfranco Zola, protagonista di alcune delle operazioni più importanti del calcio italiano e internazionale.
Esclusiva: Fulvio Marrucco
Come ha visto il campionato di Serie A che si è concluso?
«È stato un campionato piuttosto anonimo, nel quale non c’è stata una vera lotta per lo scudetto. Anche la corsa per la salvezza, alla fine, è sembrata poco combattuta e senza grandi emozioni.»
Perché oggi mancano i talenti in Italia?
«Qualcosa va cambiato nel modo in cui vengono cresciuti i giovani. Bisogna permettere loro di sbagliare senza pensare esclusivamente alla fisicità, che oggi sembra essere diventata l’unico parametro di valutazione. Inoltre, credo che in ogni squadra di Serie A dovrebbero esserci almeno tre italiani titolari fissi.»
Crede che Spalletti possa fare bene alla Juventus?
«È uno dei migliori allenatori italiani, se non il migliore. Se gli verrà data la possibilità di lavorare con i giocatori secondo le sue idee, potrà sicuramente riportare la Juventus ai vertici del calcio italiano.»
Lei è stato l’agente di Gianfranco Zola: come nacque la trattativa con il Chelsea?
«Zola si trasferì in Inghilterra nel 1996. Al Chelsea c’erano già Gullit e Vialli. Fu un periodo in cui molti talenti italiani, come Ravanelli e Carbone, andarono ad arricchire una Premier League che all’epoca era molto meno ricca di qualità rispetto a oggi. Di fatto, quella generazione contribuì a rendere il campionato inglese più competitivo, impoverendo allo stesso tempo la Serie A.»
Qual è una trattativa saltata che ancora oggi ricorda?
«Ricordo quella che avrebbe dovuto portare Troise all’Ascoli nell’ambito di uno scambio. L’altro giocatore coinvolto chiedeva una buonuscita, ma il presidente dell’Ascoli, a cinque minuti dalla chiusura del mercato, bloccò tutto e l’operazione saltò.»
Aneddoti su Zola
Quando Zola lasciò il Chelsea per tornare al Cagliari, ci fu la possibilità di restare in un top club inglese o italiano?
«In quel momento Gianfranco era svincolato. L’offerta dei vecchi proprietari del Chelsea non era soddisfacente. A giugno nacque invece l’idea di tornare a Cagliari per valorizzare la Sardegna e il calcio sardo. Proprio il giorno in cui avremmo dovuto firmare arrivò Roman Abramovich e acquistò il Chelsea. Ci chiamò più volte per convincere Gianfranco a restare, ma lui aveva già deciso di tornare al Cagliari.»
«A quel punto il Chelsea si era privato di uno dei suoi giocatori simbolo. Abramovich telefonò a Cellino e gli chiese: “Quanto costa Zola?”. Cellino rispose che non era in vendita. Allora Abramovich rilanciò: “Quanto costa il Cagliari?”. E Cellino rispose ancora una volta: “Non è in vendita”.»
Per Sarri è stato un anno difficile. Come lo vede?
«Lo vedo bene. Sono molto affezionato a Sarri per due motivi: il primo è che ha vinto un trofeo europeo al Chelsea con Zola al suo fianco; il secondo è che sono tifoso del Napoli e ho visto giocare per anni una squadra spettacolare sotto la sua guida. È un allenatore che ha lasciato il segno.»














