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Spalletti: “Chiesa ora è di un’altra squadra. Sul mercato…”

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Spalletti

Spalletti, alla vigilia della gara dell’Allianz Stadium tra Juventus e Cremonese, presenta il match nella consueta conferenza stampa.

Dopo la vittoria del ‘Mapei Stadium’ contro il Sassuolo, la Juventus si prepara ad ospitare, domani sera alle 20:45, la Cremonese.

I bianconeri devono assolutamente vincere per avvicinarsi ulteriormente alla testa della classifica. Per farlo, dunque, dovranno battere i grigiorossi di Davide Nicola: formazione che sta vivendo un momento di forma non di certo entusiasmante e che arrivano da 2 pareggi e 3 sconfitte nelle ultime 5 gare disputate. L’ultima vittoria della Cremonese, infatti, risale al match contro il Lecce dello scorso 7 dicembre.

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Di seguito, le parole di Luciano Spalletti nella conferenza stampa di vigilia.

SPALLETTI: LA CONFERENZA STAMPA

Spalletti

In cosa è cresciuto il gruppo?
“Siamo cresciuti in tante cose, ma tante altre dobbiamo ancora acchiapparle: invece di metterle in seconda, terza posizione sono diventate fondamentali. La riconquista veloce della palla persa ti permette di ricominciare l’azione dal posto in cui l’avresti finita. Oppure che dentro queste continue pressioni, queste continue aggressioni, capitano più duelli, più seconde palle. Avere il calciatore che mette in condizione la squadra di gestirle è come se avesse vinto un dribbling”.

Ha le stesse sensazioni del primo anno a Napoli?
“Non è abbinabile a questa o quella la sensazione ma al modo di lavorare e di essere, attraverso un tour del sentimento. Voglio bene a questo sport, mi piace moltissimo e mi emoziona: queste sono le sensazioni che ho avuto tutte le volte in cui ho fatto questo lavoro dentro a un club. Me le danno i giocatori a partecipare, ad essere a disposizione e negli stimoli che si vuole crear loro. Siamo sulla buona strada ma c’è da rifarlo tutte le volte. C’è il problema di riportare la squadra nella metà campo avversaria: lì bisogna essere bravi, umili, senza indugi, timori e dobbiamo rifarlo anche contro la Cremonese”.

Gennaio è un mese importante per le vostre ambizioni?
Giocare di lunedì ci permette di vedere le altre partite: per nessuno è facile vincerle, perché le insidie ci sono sempre. Ora rientreranno anche le competizioni europee e la Coppa Italia e si accavalleranno le fatiche. Dobbiamo rimanere sempre con il pin acceso, perché c’è da andare ad acchiappare sempre il massimo. Quando abbassi il livello, infatti, ci sono squadre che lottano e fanno vedere qualità superiori rispetto alla classifica: ad esempio come il Pisa. Il problema è ripetersi, perché non è facile”.

SPALLETTI PROSEGUE

Spalletti si sente al posto giusto nel momento giusto?
“È un po’ quello che si va a cercare facendo questo lavoro qui e questo è un piacere: in particolare quando vedi che ottieni dei risultati. Ma dipendi sempre dalla qualità dei giocatori, dalla loro disponibilità, perché sono loro che fanno la differenza. Quando mi avete chiesto se ci fosse meno fiducia, sono stato lì a dire la stessa cosa e sembravo l’unico a crederci. Si ha a che fare con calciatori forti, con un gruppo di ragazzi umili che san fare squadra e san stare dentro la squadra”.

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Cosa ci dice su David?
Può essere un’iniezione di fiducia, contro il Sassuolo ha giocato una grande partita: mi aspetto, però, che continui a crescere. Fa molti metri e lega benissimo con i compagni: da un punto di vista tattico ti crea quei vuoti, tipo sull’inserimento di Miretti per il goal. Ogni tanto ti crea lo zero lì davanti, ma poi va colmato con gli altri giocatori: l’intesa con la squadra è bella e domani gli si dà fiducia.

SPALLETTI CONTINUA

Allegri ha detto che la Juve potrebbe fare 50 punti, cosa gli risponde?
“Sinceramente non lo so, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga: intanto pensiamo che per dover dare una pedata al prossimo pallone bisogna andarselo a guadagnare. Poi si vede dove si va a cascare”.

Cosa ci dice di Chiesa, soprannominato da lei il Sinner del calcio italiano?
Lo avevo in squadra e volevo fargli un complimento: ha qualità indubbie ed evidenti. Sinner è uno dei più forti, in questa ripetitività di avere quella costanza e perseveranza: lì era per i colpi e per la qualità. È un calciatore che, fino a quando abbiamo potuto seguirlo da vicino, saltava l’uomo e creava scompiglio: ma poi per altre 2/3 azioni non lo faceva. Penso gli contestino questo per non farlo giocare”.

IN CHIUSURA

Cosa pensa delle dichiarazioni rilasciate dal papà di Miretti?
Ci fanno anche comodo queste cose e la penso come lui: Miretti è un calciatore che a noi fa molto comodo, ha margine di crescita ed un bel motore. Gli mancherebbe solamente un po’ di scocca, ma i contrasti li fa ugualmente perché ti viene a picchiare addosso. Io non ho chiesto niente, soprattutto a centrocampo: mi stanno bene i centrocampisti che ho”.

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Qual è la vostra miglior fase difensiva?
La nostra miglior fase difensiva è quando abbiamo palla noi, perché ci permette di subire meno le azioni degli avversari. È una chiave di lettura che è l’opposto del significato delle cose. Sono contento che la squadra ha questa voglia di andare a fare la partita, di andare a fare possesso palla. Il possesso palla è un po’ fine a se stesso, finalizzato a creare più situazioni possibili. Sfruttare di più le palle inattive? Ci lavoriamo parecchio, dobbiamo andare convinti e fare goal”.

Sul mercato…
“In un paio di posizioni siamo un po’ corti, poi naturalmente il mercato lo fanno i nostri direttori, di cui mi fido ciecamente. Stiamo con le orecchie dritte per vedere se si possono occupare queste due caselle, in modo da avere la possibilità del doppio ruolo”.

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