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Alessandro Bastoni: il caso divide il calcio!
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9 ore agoon

Negli ultimi giorni si è acceso un forte dibattito attorno alla figura di Alessandro Bastoni. Secondo alcuni, quella che si è sviluppata attorno al difensore dell’Inter sarebbe una vera e propria campagna mediatica. Tuttavia, analizzando con attenzione l’accaduto, diversi sostenitori del calciatore ritengono che in questa vicenda la parte più colpita sia proprio Bastoni.
Prima di entrare nel merito della questione, è necessario partire da un principio fondamentale: qualsiasi tifoso, in qualsiasi città e per qualsiasi squadra, è libero di fischiare o applaudire chi vuole. Naturalmente tutto ciò deve sempre avvenire nel rispetto della decenza e senza violare regole o comportamenti civili. Proprio per questo motivo, i fischi ricevuti dal difensore nerazzurro negli ultimi giorni hanno riaperto il dibattito sul comportamento avuto durante la partita.
I fischi per Alessandro Bastoni
Ma perché Bastoni viene fischiato? Tutto nasce dall’episodio legato alla simulazione che ha portato all’espulsione del giocatore della Juventus Pierre Kalulu. Le immagini hanno fatto rapidamente il giro del mondo e, secondo molti commentatori, è apparsa evidente la volontà di ingannare l’arbitro in quella circostanza.
Successivamente, Bastoni si è reso protagonista di un altro gesto molto discusso: ha chiesto immediatamente all’arbitro il cartellino giallo per l’avversario, comportamento che normalmente non dovrebbe essere tenuto dai calciatori, soprattutto considerando la dinamica dell’azione. L’arbitro ha creduto alla situazione e il difensore ha poi esultato davanti a Kalulu mentre il direttore di gara lo espelleva dal terreno di gioco. Un atteggiamento che molti hanno giudicato sleale e scorretto.
Chivu e Marotta a difesa del giocatore con esempi sbagliati!
A difesa del giocatore è intervenuto anche l’allenatore dell’Inter Cristian Chivu. Nel post partita, infatti, il tecnico non ha condannato la simulazione, sostenendo invece che Kalulu non avrebbe dovuto appoggiare il braccio sull’avversario sapendo di essere già ammonito. Una posizione che ha fatto discutere, soprattutto perché le immagini hanno mostrato l’assenza di contatto.
In seguito è intervenuto anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, che ha preso apertamente le difese del suo calciatore dichiarando: “Bastoni è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quello che è successo. Bastoni non è mai stato protagonista di fatti clamorosi… Sicuramente ha commesso un errore ma chi non ne ha fatti? Ci sono stati giocatori diventati famosi per le simulazioni. Ricordo solo un piccolo episodio per quanto riguarda le simulazioni. Juventus-Inter 2021, palese simulazione di Cuadrado, arbitro Calvarese. Fu chiarito da tutti gli organi arbitrali che fu palese simulazione. Con quella vittoria la Juve ottenne la qualificazione in Champions e la bellezza di 60-70 milioni. Punto”.
Il riferimento del presidente nerazzurro riguarda un episodio di cinque anni fa. Tuttavia, bisogna ricordare che la Juventus non ottenne la qualificazione alla Champions League grazie a quel rigore su Cuadrado. In realtà, il quarto posto arrivò soltanto all’ultima giornata di campionato grazie al pareggio del Napoli contro il Verona, con il gol di Faraoni nei minuti finali della stagione. Senza quell’episodio, i bianconeri non si sarebbero qualificati.
Inoltre, proprio in quella partita tra Juventus e Inter, i bianconeri giocarono per gran parte dell’incontro in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Bentancur per un fallo ritenuto inesistente su Lukaku. Di conseguenza, l’Inter beneficiò di una situazione di superiorità numerica, proprio come accaduto nel caso di Inter-Juventus con l’espulsione di Kalulu.
Ma le scuse a Kalulu?
Nel frattempo, Alessandro Bastoni è rimasto in silenzio per due giorni prima di intervenire pubblicamente sulla vicenda. Il difensore ha dichiarato: “Nel momento in cui ho sentito il contatto con Kalulu ho sicuramente accentuato la caduta, per questo ci metto la faccia senza nessun problema. La cosa che mi dispiace di più è la reazione avuta dopo, che è molto brutta da vedere ma umana, figlia della trance agonistica in una partita molto importante per il campionato, mi dispiace”.
Il giocatore parla quindi di trance agonistica e di accentuazione della caduta. Resta però un punto centrale nella discussione: Pierre Kalulu ha ricevuto una giornata di squalifica e ha dovuto saltare la partita successiva. In molti si chiedono se siano arrivate scuse dirette nei confronti del difensore juventino per una squalifica ritenuta ingiusta.
Alla luce di tutti questi elementi, il dibattito rimane aperto.
Se davvero questa narrazione deve portare a considerare Alessandro Bastoni come la parte lesa della vicenda, allora forse proprio in questa interpretazione si può trovare la risposta al motivo per cui molti tifosi avversari continuano a fischiarlo.
Infine, resta un’ultima riflessione: quando Romelu Lukaku tornò a San Siro con la maglia della Roma, furono distribuiti 40.000 fischietti per contestarlo. In quel caso la protesta venne considerata legittima. Per Bastoni, invece, secondo alcuni non si dovrebbe fischiare. Un doppio standard che continua ad alimentare polemiche nel mondo del calcio.
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