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Dal mercato allo Scudetto, una chiacchierata con Malu Mpasinkatu

Il nostro Tiziano Palmieri intervista il direttore sportivo ed esperto di calciomercato congolese!

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Non solo Serie A, Supercoppa Italiana e altri campionati europei. In questi giorni il mondo del calcio sta seguendo con attenzione anche la Coppa d’Asia e la Coppa d’Africa. Per parlare di quest’ultima abbiamo intervistato Malu Mpasinkatu, direttore sportivo congolese ed esperto di calcio africano. Ecco l’intervento in esclusiva a Calcissimo.com.

Buongiorno direttore, grazie per l’intervento. Ci fa un commento generale sulla Coppa d’Africa 2024 all’alba dell’ultima giornata dei gironi?

“Il mio commento è che questa è una competizione dove il livello si è alzato e dove regna l’equilibrio. Non basta essere una formazione di grande tradizione per vincere sul campo, di fatti, la prova è che ci sono tante big che non sono ancora ufficialmente qualificate per gli ottavi di finale”.

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Quale squadra per adesso ha espresso il miglior calcio?

“Mi sono piaciute molto Capo Verde e la Guinea Equatoriale. Sono squadre che hanno giocato bene non grazie ai top player ma grazie al collettivo e al lavoro tattico. Tutte le squadre africane a livello tattico sono cresciute, ma queste due in particolare lo stanno dimostrando anche con i fatti sul campo. Non basta solo avere il top player se poi dopo il collettivo non gira”.

Invece, la squadra che ti sta deludendo di più?

“Ci sono più big che a ridosso dell’ultima giornata del girone non sanno se passeranno il turno. Mi riferisco in particolare all’Egitto, ma anche al Ghana, alla Tunisia, all’Algeria, al Camerun. Quindi non ce né una sola. Nel calderone ci sono almeno 5 squadre top del continente africano che rischiano di non arrivare agli ottavi di finale”.

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Ci suggerisci qualche giocatore che può fare gola alle squadre italiane nel prossimo mercato magari a partire da giugno?

“Molti calciatori già giocano in Europa e di conseguenza bisogna andare a fare il prezzo con squadre europeeaffermate. Poi ci sono giocatori che giocano in squadre dove è ancora possibile andare a fare l’affare. Se devo fare un nome su tutti, faccio quello di Franculino Djú. Questo è un ragazzo del 2004 che gioca nella Guinea-Bissau e il suo club è il Midtjylland. È un attaccante sicuramente da attenzionare. Poi posso dirti il senegalese Lamine Camara, che magari in Italia non conoscono in tanti ma è già mappato dato che gioca nel Metz e sta facendo una Coppa d’Africa eccezionale. Lui è un centrocampista, e come Franculino Djú, è un 2004. Poi c’è anche un altro attaccante che per ora non è esploso ma può essere che l’Algeria possa aver bisogno di lui per qualificarsi. Sto parlando di Mohamed Amoura, lui è un 2000. Poi anche Abde Ezzalzouli, esterno d’attacco marocchino scuola Barcellona che ora è in forza al Betis Siviglia. Ci sono tanti giocatori che hanno già fatto vedere delle cose importanti”.

Poi per finire, ti chiedo quale squadra secondo te è la favorita numero uno?

“Questa è una domanda difficile perché per adesso, fra le big, solo il Senegal è a punteggio pieno e ha già staccato il pass per gli ottavi di finale. L’altra squadra che è 6 punti è Capo Verde che però è un outsider. Non ti so dire quale sia la prima favorita dato che tante big rischiano di rimanere fuori. Dagli ottavi comincia tutto un altro torneo con sfide in partite secche e magari squadre che sembravano sull’orlo del precipizio si riprendono. A quel punto squadre esperte e navigate possono venirne fuori. Tutto può succedere, ma da amante del calcio africano, vincesse una squadra inaspettata come fu la Grecia nel 2004 non mi dispiacerebbe, lancerebbe un bel messaggio a tutto il continente perché non basta avere una star in squadra ma ci vuole il collettivo”.

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Di Antonio Tiziano Palmieri

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