Connect with us

Tutte le notizie

Lazio-Milan, nel segno di Stam

Arrivato nel 2004, l’olandese entrò subito nel cuore dei tifosi rossoneri, diventando un punto fermo…

Published

on

Lazio-Milan, nel segno di Stam

Lo chiamavano Jaap il Grande: 193 cm di acciaio e muscoli dove anche il migliore degli attaccanti andava a sbattere senza mai riuscire a prendere il pallone.

Ma Jaap Stam non era certo solo fisico: a rendere speciale il gigante olandese era un acume tattico fuori dal comune, perfettamente coniugato con un tempismo negli interventi che non aveva eguali.

Advertisement

In Italia, Stam ha legato il suo nome alle maglie di Lazio e Milan: furono i biancocelesti a portarlo in Italia strappandolo (a peso d’oro) al Manchester United.

Ferguson ancora oggi ricorda la sua cessione come uno degli errori più grandi della sua carriera: vendere uno degli eroi del Treble del 1999 fu un rimpianto che il tecnico scozzese si portò dietro come un macigno negli anni a venire.

Tre anni a Roma, poi fu il Milan ad accaparrarsi uno dei pezzi pregiati del calciomercato del 2004:

i campioni d’Italia in carica aggiunsero così il granitico centrale olandese ad uno dei pacchetti arretrati più forti della storia del calcio…

Advertisement

Tradizione olandese

Eppure il Milan non era l’unico club italiano interessato a Stam come confermò lui stesso anni dopo, nel corso di un’intervista: 

Mi volevano Juve e Inter, ma scelsi i rossoneri senza pensarci. Sono cresciuto con Van Basten, Gullit e Rijkaard, non potevo rifiutare. Guardavo a destra a vedevo Kakà, Inzaghi e Nesta; a sinistra c’erano Crespo, Cafu, Maldini e Gattuso. E poi c’era Ancelotti: il numero uno

Una scelta nel solco della tradizione olandese, la stessa che, dalla fine degli anni ’80, colora di arancione una metà di Milano, quella dove crescono i tulipani.

Ma non solo. Determinante anche la voglia di rimettersi in gioco, nel club più titolato al mondo, quello dove nessun difensore riuscirebbe a trovare spazio in una difesa semplicemente perfetta. Nessuno, tranne Jaap Stam.

La difesa più forte del mondo 

Nesta, Stam e Maldini: tre difensori centrali (e che difensori centrali!) per due posti. 

Advertisement

C’era solol’imbarazzo della scelta per Carlo Ancelotti che, per sfruttare al meglio tutto il potenziale difensivo a sua disposizione, adattò l’olandese anche al ruolo di terzino destro:

come a dire che di quel terzetto non andava sprecato niente, neanche una goccia di talento. E così Stam, che arrivava al Milan dopo aver vinto tutto, dovette spesso adattarsi a giocare fuori ruolo.

E lo fece benissimo, scongiurando il rischio -a 32 anni- di imbattersi in qualche figuraccia. Semplicemente, dalle sue parti non passava nessuno: tutto secondo copione, fin dall’esordio in rossonero proprio contro la ‘sua’ Lazio, sconfitta in Supercoppa italiana con un netto 3-0. Prima partita e subito un trofeo per Jaap il conquistatore.

Un biennio (quasi) perfetto

La Supercoppa resterà però l’unico trofeo conquistato da Stam nella sua breve (ma intensa) esperienza milanista:

Advertisement

l’olandese -in totale sintonia con l’allora dg Adriano Galliani- scelse di legarsi ai rossoneri con un contratto biennale sentendo il richiamo della sua Itacafarsi più insistente giorno dopo giorno.

Ma, prima di tornare in Olanda, Stam aveva ancora voglia di provare grandi emozioni: tra le righe delle sue 65 presenze rossonere si intravedono un campionato sfiorato e una Champions League svanita in 6′ di follia.

Peccato, lo Stam rossonero avrebbe senz’altro meritato qualche soddisfazione in più: eppure il gigante olandese è comunque uno dei difensori più amati dai tifosi rossoneri.

Sarà anche perchè -per i suoi unici due gol milanisti– ha scelto un’occasione di gala come il derby della Madonnina, dove è riuscito a segnare sia in Champions League (quarti di finale dell’edizione 2004/2005), che in campionato (2005/06).

Advertisement

Due stagioni di altissimo profilo, poi il ritorno in Olanda, richiesto dal giocatore sulla base di motivazioni personali: 

E’ sempre dura lasciare una squadra come il Milan, ma io sono arrivato a un punto in cui voglio tornare in Olanda: sento troppo la nostalgia per il mio Paese. Però il Milan resterà sempre nel mio cuore

E così, il 14 maggio del 2006, a pochi minuti dall’inizio della sfida di campionato contro la Roma, l’avventura al Milan di Jaap Stam si concluse con un giro di campo per salutare tifosi e compagni:

un ultimo walzer alla Scala del Calcio per congedarsi dal suo pubblico, che ha saputo sostenerlo, capirlo e rispettarlo. Anche nel momento della scelta più difficile.

Advertisement
Continue Reading
Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *