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Inter, a che punto siamo con lo stadio?

Alessandro Antonello conferma che il club nerazzurro ha scelto Rozzano come sede del nuovo impianto…

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“Noi stiamo lavorando su Rozzano che è il piano effettivo su cui ci siamo impegnati e per cui stiamo discutendo con la proprietà Cabassi. Abbiamo una opzione fino a fine aprile e su quello ci concentriamo, lavoreremo per una proroga. Rimaniamo in attesa della proposta di Webuild (su San Siro, ndr) che arriverà non prima di giugno quindi oggi non ci sono alternative se non continuare a lavorare su Rozzano”. Lo ha detto l’ad corporate dell’Inter Alessandro Antonello a margine della tavola rotonda ‘Impianti e infrastrutture sportive: attori e processi’ organizzato da Advant Nctm a Milano. “Nel 2019 è stato presentato il progetto del nuovo San Siro, ma dopo cinque anni i due club si trovano ad attendere un interesse pubblico dall’amministrazione comunale visto che si sono inserite dialettiche che hanno allungato i tempi, come ad esempio la sovrintendenza. Ma è come scalare l’Everest, non riusciamo a vedere la vetta”.

“Noi non mettiamo paletti, l’impianto di San Siro è un impianto datato e di conseguenza ci sono delle cose che non possono non essere affrontate. Si è parlato di accessibilità, dove oggi accedere a San Siro non è così semplice soprattutto per persone con disabilità. Si è parlato di corporate hospitality – aggiunge a proposito del Meazza – visto che oggi abbiamo solo il 3% di hospitality rispetto alla media degli stadi europei che è del 18%. Dobbiamo pensare a come dare dei servizi al secondo e al terzo anello, oggi completamente assenti, e quando parlo di servizi intendo bar e anche possibilità di ristoro. Ci sono parecchi temi che vanno affrontati. Se tutti questi saranno adottati nel piano di Webuild lo vedremo da qui a giugno”.

Su un possibile impatto dei lavori sulla cerimonia inaugurale di Milano-Cortina, Antonello dice: “A questo punto dovremo attendere l’analisi di Webuild, poi capire che tipo di intervento sarà. È chiaro che da qui al 2026 probabilmente, se gli interventi si potranno fare, saranno minimali e quindi non ci saranno problemi per garantire la cerimonia nel febbraio 2026. I lavori partiranno dopo? Molto probabilmente sì”.

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