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Dusan Vlahovic-Juve, ritorno possibile? Carnevali riapre il dossier

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Dusan Vlahovic-Juve

Dopo l’insediamento di Giovanni Carnevali come nuovo amministratore delegato, il futuro di Dusan Vlahovic-Juve potrebbe cambiare radicalmente. L’avvicendamento al vertice della dirigenza bianconera, con l’uscita di Damien Comolli e l’arrivo di Carnevali, viene interpretato come un elemento capace di riaprire una trattativa che fino a pochi giorni fa sembrava vicina alla rottura definitiva.

Le distanze economiche che avevano bloccato il rinnovo

Il nodo principale resta l’ingaggio. Comolli aveva messo sul tavolo una proposta nettamente inferiore rispetto alla cifra percepita da DV9 nell’ultimo anno di contratto, quando il bonus fedeltà da 4 milioni si era aggiunto agli 8 milioni di base. Dall’altra parte, l’entourage del serbo continuava a considerare come riferimento lo stipendio degli ultimi anni, ritenendo eccessiva la riduzione proposta dal club.

La Juventus, inoltre, puntava a collocare il nuovo contratto sotto il livello del numero 10 Kenan Yildiz, appena rinnovato a 6 milioni di euro a stagione. Proprio questo confronto interno ha contribuito ad allargare la forbice tra domanda e offerta.

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La possibile mediazione con i bonus

Con l’arrivo di Carnevali, però, il margine per un compromesso potrebbe aumentare. L’ipotesi più concreta sarebbe una struttura contrattuale diversa, con una parte fissa più vicina ai 5 milioni proposti dalla Juventus e una componente variabile legata a obiettivi individuali e di squadra. In questo modo, la distanza dagli 8 milioni richiesti dal giocatore potrebbe ridursi sensibilmente senza alterare eccessivamente la linea di sostenibilità economica del club.

Il nuovo ad dovrà comunque rispettare i vincoli di bilancio e non potrà discostarsi troppo dalle linee tracciate dalla precedente gestione. Tuttavia, potrebbe introdurre nella trattativa una sensibilità differente rispetto a quella attribuita a Comolli, elemento che alimenta l’idea di una riapertura del dossier.

Perché la rottura Vlahovic-Juve era sembrata definitiva

Un passaggio significativo riguarda le dichiarazioni arrivate subito dopo l’interruzione del confronto. A parlare pubblicamente della rottura non era stato Comolli, bensì il presidente Gianluca Ferrero e Giorgio Chiellini, segnale che il tema non riguardava soltanto la conduzione della trattativa, ma anche l’indirizzo societario complessivo.

“Pretese legittime ma eccessive. A queste cifre si allarga la platea di giocatori prendibili”.
Così si era espresso Ferrero, sottolineando il peso economico della richiesta del giocatore.

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“A me dispiace molto, fino all’ultimo ci ha tenuto per la Juve. E’ una persona seria. A queste cifre Vlahovic non rimarrà in Italia, comunque legittimo che cerchi un altro tipo di ingaggio”.
Queste, invece, le parole di Chiellini, che avevano certificato la profondità della distanza tra le parti pur riconoscendo la volontà del serbo di restare legato ai colori bianconeri.

Il ruolo di Spalletti e la centralità tecnica di DV9

Accanto all’aspetto finanziario c’è poi una valutazione strettamente tecnica. Luciano Spalletti continua a spingere per la permanenza dell’attaccante, ritenendolo il profilo ideale per il proprio stile di gioco. Il tecnico considera Dusan un centravanti capace di garantire profondità, presenza in area e riferimenti chiari alla manovra offensiva.

Anche il giocatore vede positivamente la prospettiva di lavorare con Spalletti, convinto che il rapporto con il tecnico possa favorire una crescita sul piano tecnico e tattico. In un ruolo così strategico, per l’allenatore sarebbe importante ripartire da una certezza, evitando di dover ricostruire l’intero reparto offensivo con un nuovo centravanti.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane per Dusan Vlahovic-Juve

Il cambio da Comolli a Carnevali non cancella automaticamente le differenze economiche né modifica i limiti imposti dal bilancio. Tuttavia, riapre uno spazio negoziale che sembrava chiuso. Se la Juventus e l’entourage del serbo riusciranno a trasformare la distanza tra 5 e 8 milioni in un accordo basato su bonus e obiettivi, la permanenza del serbo potrebbe tornare uno scenario concreto.

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Per il momento non esiste ancora un’intesa, ma il clima attorno alla trattativa appare diverso rispetto a dieci giorni fa. E proprio questa nuova disponibilità al dialogo rappresenta la vera novità del post-Comolli.

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