Così non VAR
Collina chiarisce su VAR e regole
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2 ore agoon

Nel corso di una lunga intervista, Pierluigi Collina, attuale capo degli arbitri della FIFA, ha affrontato diversi temi centrali legati all’evoluzione del mondo arbitrale. Le sue parole offrono uno spaccato chiaro su presente e futuro delle regole, con particolare attenzione a VAR, proteste in campo e fuorigioco. Un’analisi approfondita che apre scenari interessanti per il calcio internazionale.
Le parole di Collina
Innanzitutto, Collina si è soffermato sul tema più dibattuto degli ultimi anni, ovvero il VAR. Dopo circa dieci anni dalla sua introduzione, il sistema di assistenza video potrebbe andare incontro ad alcuni aggiustamenti.
Lo stesso Collina ha spiegato:
“Nei prossimi panel dell’Ifab verrà fatta una valutazione complessiva per capire se, dopo dieci anni, il Var abbia bisogno di qualche cambiamento. Sta funzionando molto bene il Football Video Support, che però prevede l’utilizzo in partite con un numero limitato di telecamere. C’è la volontà di fare una valutazione complessiva di cosa potrebbe essere migliorato. Vedremo…”.
Inoltre, l’ex arbitro italiano ha toccato un tema delicato come quello delle proteste plateali dei giocatori che abbandonano il campo per contestare decisioni arbitrali. Su questo punto la posizione è netta:
Quello di cui abbiamo discusso è per protesta contro una decisione dell’arbitro e non è accettabile. Per i casi di razzismo esiste una procedura codificata che gli arbitri sono chiamati a seguire e lo hanno fatto molto bene. Gli organi competenti non puniranno mai alcun giocatore oggetto di razzismo”.
Un chiarimento importante che distingue in modo netto le proteste tecniche dalle battaglie contro ogni forma di discriminazione.
Infine, il tema del fuorigioco ha ricevuto grande attenzione, essendo da sempre fonte di polemiche. Collina ha confermato che la sperimentazione è tutt’altro che conclusa:
“È stato deciso di portare avanti la sperimentazione di diverse soluzioni e fra queste il Canada testerà il day-light (la luce tra attaccante e difensore, ndr) nel suo campionato maggiore”.
Un segnale chiaro della volontà di rendere le decisioni sempre più chiare e comprensibili.
Dalle parole di Collina emerge una linea precisa: il calcio continua a evolversi, così come l’arbitraggio, con l’obiettivo di garantire maggiore equità, trasparenza e rispetto delle regole.












