Interviste
Esclusiva: Enrico Annoni
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Redazione
Esclusiva: Enrico Annoni. “Il calcio italiano va rifondato. Troppi stranieri, serve ripartire dagli ex giocatori”
Davide Sacchetti ha intervistato in esclusiva (Clicca QUI per altre interviste) per Calcissimo.com Enrico Annoni, ex difensore di Torino e Roma, protagonista in Serie A negli anni ’90, noto per la sua solidità difensiva e lo spirito combattivo.
Cosa ne pensa di questo calcio italiano?
“Un po’ come tutti gli ex addetti ai lavori, penso che i settori giovanili non siano più quelli di una volta. Ci sono tanti stranieri e di conseguenza c’è meno spazio per i giovani italiani. Sarebbe tutto da sistemare.”
Cosa ne pensa della stagione di Gasperini?
“Lui, anche ai tempi di Bergamo, non è partito subito forte se guardiamo la sua carriera. Roma è una piazza difficile, sia da giocatore che da allenatore, perché si vogliono risultati immediati. Ma il calcio non funziona così. Gasperini dovrà trasmettere le sue idee ai giocatori e non è semplice: ci vuole pazienza.”
Esclusiva: Enrico Annoni
Cosa ne pensa della situazione in casa Torino?
“Cairo ha risanato la società, ma negli anni non ha mai programmato davvero per tornare a competere per l’Europa. Ogni stagione fa un mercato per una salvezza tranquilla. Però la piazza di Torino vuole un presidente che punti in alto, che costruisca una squadra per obiettivi importanti. Bisogna anche trovare qualcuno disposto ad acquistare la società.”
Chi pensa sia il profilo giusto per far ripartire il calcio italiano?
“Io credo che le figure giuste siano gli ex calciatori. Paolo Maldini per esempio andrebbe benissimo, così come Roberto Baggio, che aveva già avuto un ruolo ma senza il giusto spazio. Bisogna ripartire da persone serie, con valori.”
Che ricordi ha di Mazzone e Franco Sensi?
“Il presidente era una persona eccezionale, lasciava molto spazio a Carlo Mazzone. Io arrivai come seconda scelta, perché al posto mio doveva arrivare Ferrara. Mazzone era romano e tifoso della Roma: fino al mercoledì si poteva scherzare, poi dal giovedì cambiava completamente, diventava rigidissimo. Nelle partite importanti, secondo me, il suo essere tifoso lo portava a fare scelte troppo influenzate dall’ambiente.”
Dopo la sua esperienza a Roma ha mai ricevuto offerte da top club?
“Avevo ancora un anno di contratto con la Roma, ma non c’erano basi solide per continuare. Mi chiamò l’Arsenal, però scelsi la Scozia perché lì c’erano già stati altri italiani e mi sembrava il percorso più adatto.”
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