Interviste
Esclusiva: Gigi Cagni
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2 ore agoon
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Redazione
Esclusiva: Gigi Cagni. “La Serie A non mi entusiasma. I giovani non dribblano più. Senza procuratore sei fuori dal sistema”
Davide Sacchetti ha intervistato in esclusiva (Clicca QUI per altre interviste) per Calcissimo.com Gigi Cagni, allenatore di grande esperienza del calcio italiano, protagonista per anni tra Serie A e Serie B sulle panchine di club come Brescia, Empoli, Sampdoria e Genoa. Tecnico noto per le sue idee chiare sul calcio e sul lavoro nei settori giovanili.
Come sta vedendo questa Serie A?
“Non mi entusiasma perché si difende male e non si attacca bene. Lo chiamano calcio moderno, ma per me non lo è.”
In questo tipo di calcio può fare la differenza la mancanza di talenti nel dribblare l’uomo?
“Sto facendo una battaglia da anni contro i settori giovanili che tolgono queste qualità ai giocatori, chiedendo loro solo di stare negli schemi. Gli allenatori dei settori giovanili vogliono scimmiottare quelli delle prime squadre.”
Chi è il giocatore che nell’uno contro uno la faceva divertire di più tra quelli che ha allenato?
“Molti, ce n’erano tanti. Io giocando con il 4-3-3 ho sempre avuto esterni che dribblavano, attaccanti che facevano gol e centrocampisti dotati di qualità.”
Come vede il Genoa e cosa pensa di De Rossi?
“Questo dipenderà da lui, la sua storia lo dirà. In questo momento è un giovane che sta iniziando. Genoa è una piazza importante e lui sta dimostrando di avere capacità.”
Secondo lei la Sampdoria riuscirà a riprendersi?
“Ho letto dei dati: 62 acquisti in tre anni, nove contratti a portieri. Questa non è la logica di una squadra. Ci sono stati tanti allenatori cambiati e questo dice molto.”
Esclusiva: Gigi Cagni
Spalletti sulla panchina della Juventus come lo vede?
“Su Spalletti non ho mai avuto dubbi. È un allenatore con grandi qualità e sta facendo bene.”
Si aspettava una crescita così importante di Tonali quando lo ha avuto a Brescia?
“Io Tonali non lo conoscevo. Facciamo un’amichevole prima squadra contro gli Allievi e dopo tre minuti chiedo: ‘Ma chi è questo?’. Aveva 15 anni. L’ho portato subito ad allenarsi con la prima squadra, ma non potevo farlo esordire perché era troppo giovane e la situazione della squadra era delicata.”
Oggi c’è un giocatore che le piace guardare in Serie A?
“Mi diventa troppo facile dire Nico Paz.”
Secondo lei Gattuso riuscirà a portarci al Mondiale?
“Non è Gattuso il problema. Mi fa tenerezza, perché questi sono i giocatori che abbiamo. Lui farà il massimo, ma lavorare così diventa difficile. Perché abbiamo solo il 30-35% di giocatori italiani tra cui scegliere per la nazionale, mentre una volta erano il 70-80%. Sarebbe gravissimo non andare al Mondiale per la terza volta.”
Dal 2017 ha mai ricevuto offerte da club di Serie A o B?
“No. Dopo il Brescia non ho più avuto offerte perché non ho un procuratore. Se non lo hai, sei fuori dal sistema e non lavori.”












