Interviste
Esclusiva: Giampiero Marini
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Redazione
Esclusiva: Giampiero Marini. “L’Inter resta una delle squadre più forti d’Europa. Nell’82 capimmo di poter vincere il dopo il Brasile”.
Davide Sacchetti ha intervistato in esclusiva (Clicca QUI per altre interviste) per Calcissimo.com Giampiero Marini, ex centrocampista dell’Inter e campione del mondo con l’Italia nel 1982. Con i nerazzurri ha scritto pagine importanti della storia del club, prima da giocatore e poi anche da allenatore con la vittoria della Coppa UEFA.
Cosa ne pensa della stagione dell’Inter?
“L’Inter è una squadra forte, una delle più forti in Europa. Ha avuto la sfortuna in Champions League di affrontare una squadra molto forte e poi si è trovata in un periodo in cui si giocava ogni tre giorni.”
Si può dire che in questo momento all’Inter manchi Calhanoglu?
“Calhanoglu è parecchio tempo che è infortunato. Nulla da dire su Zielinski, che è un campionissimo anche lui. Secondo me anche Thuram non sta benissimo.”
Secondo lei Barella è sceso a livello fisico?
“Barella sta facendo bene, ma a mio giudizio il numero di partite che giocano è troppo elevato. Comunque le sue ultime partite mi sono piaciute.”
Si aspettava che il Como crescesse così tanto?
“Il Como è una buona squadra allenata da un buon allenatore. Fabregas ha ragazzi di qualità e li conosce molto bene.”
Le è rimasto il rimpianto con l’Inter di aver vinto troppo poco in quegli anni?
“Secondo me sì. In quel periodo c’erano quattro squadre più forti d’Europa: Juventus, Inter, Real Madrid e Stella Rossa. Il Real, a livello politico e di popolarità, era superiore a tutti. Noi avevamo qualità e potenzialità per vincere una Champions League, ma spesso abbiamo avuto la sfortuna di incontrare proprio il Real.”
Esclusiva: Giampiero Marini
Cosa ricorda della sua esperienza da allenatore all’Inter, con la vittoria della Coppa UEFA, e perché decise di non continuare?
“È stata una scelta mia. Quando abbiamo vinto la Coppa UEFA l’Inter veniva da una stagione difficile, con molti infortuni: Berti, Sosa e Bergkamp avevano problemi fisici. Negli ultimi due mesi siamo riusciti a recuperarli e la squadra è cresciuta. Io però avevo bisogno di un periodo di relax.”
Che emozioni ricorda del Mondiale del 1982 in Spagna?
“Avevamo sei giocatori della Juventus e cinque dell’Inter, poi Bearzot inserì Bruno Conti, Graziani e Antonioni. Era un gruppo con grandissima qualità, giocatori che avevano già vinto. Il merito fu di Bearzot, che riuscì ad amalgamare tutto. All’inizio facemmo fatica perché avevamo fatto una preparazione molto pesante, ma dopo aver battuto il Brasile capimmo che potevamo vincere il Mondiale.”
Crede che la Nazionale questa volta riuscirà ad andare al Mondiale?
“Penso che Gattuso sia la persona giusta per ribaltare la situazione e sono convinto che l’Italia andrà al Mondiale. Il calcio è cambiato: oggi il 70% dei giocatori sono stranieri e non italiani, e questo mette in difficoltà i nostri ragazzi.”
















