Juve, nuova dirigenza e vecchie bugie

01.07.2021 17:03 di Gabriele Cantella   vedi letture
Juve, nuova dirigenza e vecchie bugie

Due o tre notazioni a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo asset dirigenziale:

1) In mezzo ai nuovi c’è ancora un intruso, il sosia di Enzo Paolo Turchi, quello che prende a calci i cartelloni pubblicitari e non si capisce bene cosa stia ancora a fare lì, mentre Del Piero rimane in esilio perpetuo.

2) Su Arrivabene mi sono già espresso, in bocca al lupo! Non ha esperienza diretta nel calcio, ma una figura di controllo e supervisione era di fondamentale importanza.

3) Cherubini non può essere giudicato adesso, ma era il galoppino di Paratici (cosa di per sè preoccupante) e ha iniziato come aveva finito il suo predecessore: “Abbiamo una rosa altamente competitiva”.

4) Se una rosa arrivata a 13 punti dalla prima ed entrata in Champions per il rotto della cuffia grazie ai regali altrui, nonché buttata fuori dal Porto agli ottavi di Coppa Campioni, è altamente competitiva allora vuol dire che la responsabilità del fallimento è tutta dell’allenatore che non ha saputo sfruttarla a dovere.

5) Se la responsabilità è tutta dell’allenatore, ancor più colpevole è chi lo ha scelto, ma non ho sentito il Presidente Agnelli ammettere di aver sbagliato. 

6) Pirlo si è seduto abusivamente sulla panchina della Juve, ma le colpe non sono tutte sue: la rosa che gli è stata consegnata, quella che sarebbe altamente competitiva secondo Cheubini, è stata costruita senza un briciolo di logica ed è stracolma di lacune e contraddizioni.

7) La pandemia ha avuto senza dubbio un impatto devastante sulla situazione finanziaria dei club, ma le voragini nel bilancio della Juve sono da ricondurre anche e forse soprattutto alla gestione scellerata degli ultimi anni: parametri zero strapagati, plusvalenze fittizie e altre scelte illogiche assortite.

8 ) L’operazione Ronaldo ha contributo in misura determinate a dissestare le finanze del club: CR7 non si discute, ma il suo acquisto ha un senso se gli costruisci intorno una squadra all’altezza come ha fatto il Real Madrid. Se prendi il portoghese, impegnandoti anche i chiodi sui muri, non puoi uscire dalla Champions per 3 anni di fila tra ottavi e quarti contro squadracce che non valgono l’Atalanta. 

Da Gabriele Cantella è tutto: passo e chiudo!