Milan
Fofana: “Giocare da mezzala non mi aiuta per la nazionale”
Published
2 ore agoon
By
Luca Boate
Il centrocampista del Milan Fofana ha parlato del suo nuovo ruolo al Milan che gli avrebbe pregiudicato la nazionale.
Youssouf Fofana ha raccontato a L’Equipe come Massimiliano Allegri abbia cambiato il suo ruolo nel AC Milan, con riflessi anche sulle sue ambizioni con la Francia in vista del Coppa del Mondo FIFA 2026.
“Da mediano davanti alla difesa sapevo di avere due giocatori dietro di me, avevo altri riferimenti. Ora sono molto avanzato, a volte quasi come un attaccante. Quando ti viene detto che giocherai più offensivo all’inizio sei più contento ma non è necessariamente ciò che voglio: non so se è il meglio per il mio futuro”.
Fofana: “Giocare da mezzala non mi aiuta per la nazionale”
Il centrocampista ha spiegato come questo cambiamento lo abbia costretto ad adattarsi:
“Faccio tutto per la squadra, soprattutto visto che siamo in corsa per lo Scudetto, ma da regista mi piaceva controllare il ritmo della squadra, recuperare pallone e far partire le azioni. Ora ho dovuto imparare a giocare rapidamente, a orientarmi meglio. E sono cresciuto, sono meno istintivo e più disciplinato, ho imparato nuove cose a livello tattico, è un passo avanti nella mia carriera con un grande allenatore italiano”.
Sguardo poi alla Nazionale guidata da Didier Deschamps:
“Giocarlo sarebbe un sogno, per farlo devo finire la stagione meglio di come l’ho iniziata. In questa nuova posizione sono migliorato ma penso di poter essere più efficace di così. Non vengo convocato da tempo da Deschamps ma ho anche capito che ci sono tanti giocatori forti nel mio ruolo. Dipende tutto da me, prima devo fare bene con il Milan”.
Fofana ha anche espresso qualche dubbio sul suo impiego attuale in ottica futuro:
“Non credo di essere sufficientemente forte, le statistiche dicono che potrei essere più efficace. Se guardo al Mondiale, non credo che mi si prenda in considerazione per questo ruolo. Non sono convinto che questo mi aiuti per il futuro”.
Infine, sul rapporto con il ct:
“Ho 25 presenze, ma sono anche solo 25, quindi non so se posso chiamare il ct e chiedergli perché non mi ha più convocato. Rispetto le sue decisioni, ma sarebbe interessante parlarci di persona se ci sarà l’occasione. Non sono fatalista, ho il passaporto francese, sono convocabile e soprattutto ho molta voglia di andare al Mondiale”.
You may like

Inter: Bastoni verso l’addio

Branchini: “Allegri non ha mai pensato allo scudetto”

Spalletti: le scelte del tecnico per giocarsi il quarto posto

Inter-Atalanta: Manganiello promosso, ma stoppato

Inter-Atalanta 1-1: Il castello di Chivu sbatte contro la realtà

Lewandowski: “Futuro? Penso a finire la stagione, poi vediamo”














