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Max Allegri: “Il futuro è Milan-Cagliari”
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2 ore agoon
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Luca Boate
Il tecnico del Milan Max Allegri pensa solamente a Milan-Cagliari. Non c’è spazio per la prossima stagione.
Max Allegri: “Il futuro è Milan-Cagliari”
Alla vigilia di AC Milan-Cagliari, ultima gara stagionale per i rossoneri, Massimiliano Allegri presenta una sfida che può valere la qualificazione in Champions League, senza nascondere le difficoltà vissute dalla squadra negli ultimi mesi.
Il tecnico parte da un’analisi molto diretta sul rendimento recente: “Il ritmo del 2026 è tragico. In casa nelle ultime tre partite abbiamo fatto un punto. Sono numeri. Domani è l’ultima partita della stagione e oggi è l’ultima conferenza pre-partita della stagione. Vi ringrazio per avermi sopportato, ci siamo anche un po’ divertiti che è una delle cose più importanti. Domani l’obiettivo è là vicino, quindi dobbiamo fare in modo di prenderlo. Altrimenti domani sera non sarà una bella serata. Affronteremo il Cagliari con grande rispetto. Hanno un allenatore all’esordio, Pisacane, che ha fatto un ottimo lavoro. Hanno fatto una bella stagione e sono contento, a Cagliari sono molto legato. Domani dovremo fare una partita seria: con un risultato positivo abbiamo la possibilità di entrare in Champions”.
Max Allegri: “Il futuro è Milan-Cagliari”
Sul futuro personale, Allegri dribbla qualsiasi discorso e riporta l’attenzione soltanto sulla partita: “Per quanto riguarda il futuro credo che il futuro sia domani, è la partita più importante per tutti. Per tutti gli addetti ai lavori dentro Milanello, a Casa Milan e per i tifosi. Domani ci sarà lo stadio pieno, una vittoria dovrà essere un ringraziamento per loro che per tutto l’anno, anche nei momenti difficili, ci sono stati vicini”.
Poi il tecnico entra nel dettaglio dell’approccio richiesto alla squadra: “Saranno 100 minuti difficili, ci sono molte pressioni. Ma dovremo avere serenità. Per quanto riguarda il gruppo stanno tutti bene, abbiamo tutti a disposizione. Ci sarà bisogno di tutti, è probabile che la partita si decida nell’ultima mezz’ora. Il Cagliari ha preso gol dal cinquantesimo in poi. Ma sono forti, bisogna fare una partita molto seria. Corriamo solo un pericolo: l’atteggiamento e un po’ di superficialità. Dopo Genoa, quando abbiamo passato una settimana molto intensa a livello di tensioni. Domani l’errore da non commettere è di affrontare la partita con meno attenzione. L’atteggiamento sarà fondamentale, dobbiamo fare le stesse cose fatte a Genova. Ormai con i social, tutti parlano, fanno, discutono. Noi dobbiamo rimanere concentrati sull’obiettivo finale e vanno portate dalla nostra parte tutte le critiche fatte”.
Il ritorno di Galliani
Allegri sottolinea poi il ruolo fondamentale della società nel percorso di una squadra: “Dico una cosa, che è quella più importante. Chi deve fare da traino a tutto è sempre la società. Una società forte sicuramente riesce a far lavorare meglio tutti sotto ed è più facile arrivare ai risultati. La base dei risultati dipende da quello che è la società. La società è a traino di tutto. La proprietà è rimasta sempre di fianco alla squadra, nell’ultimo periodo ha capito l’importanza ed è stata ancora più vicina e siamo contenti. Domani speriamo di vincere e portare a casa questa qualificazione in Champions”.
Infine, spazio a diversi temi, dal possibile arrivo di Luka Modrić fino alla scelta del ritiro pre-gara: “Galliani? Queste sono dinamiche societarie. Io devo pensare a fare l’allenatore che non è facile. Per le dinamiche societarie c’è la proprietà che deve pensare a fare quello che è il meglio per il Milan. La formazione? Domattina deciderò. L’importante è avere tutti a disposizione, la partita è lunga. Il Cagliari è una squadra che ci potrà dare difficoltà. Non dobbiamo strafare e rimanere ordinati nei 100 minuti.
Le belle parole di Modric? Mi hanno fatto piacere, soprattutto dette da lui. Luka è un esempio importante per tutti quelli che hanno lavorato con lui qui dentro Milanello. Sul ritiro posso dire che sono stati i giocatori che hanno chiesto di rimanere a Milanello. Si sta molto bene. Abbiamo tempo per lavorare e riposare. È un atto di responsabilità che hanno avuto i giocatori per rendersi conto dell’importanza della partita di domani. Se ho mai chiesto di fare un ritiro? Parliamo di quarant’anni fa, chi si ricorda…”.














