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Buffon si dimette: “Non siamo riusciti ad andare al Mondiale”
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3 ore agoon

L’ex portiere italiano Buffon si dimette dopo la disfatta in Bosnia: “Atto di responsabilità, giusto lasciare la scelta a chi verrà”.
Dopo il tracollo della nazionale italiana in Bosnia e le dimissioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina, arriva anche l’addio del capodelegazione Gianluigi Buffon. Una decisione che l’ex portiere aveva già maturato dopo la gara di Zenica. Ma che era stata momentaneamente rinviata perché, come spiegato, “gli è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti”.
Buffon si dimette: “Non siamo riusciti ad andare al Mondiale”
Nel messaggio pubblicato sui social, Buffon ha spiegato le ragioni della sua scelta: “Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo”.
L’ex numero uno ha poi ripercorso il lavoro svolto nel suo incarico di capodelegazione, sottolineando l’impegno profuso: “Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore”.
Infine, Buffon ha evidenziato il proprio contributo nella riorganizzazione della dirigenza, ponendo l’accento sull’importanza delle competenze: “Ho chiesto e ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte”.













