Atalanta, Gomez capitano vero!

29.10.2020 08:56 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Gomez
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A volte il capitano perde le staffe e sfoga la propria rabbia platealmente, senza nasconderla: accade quando vorrebbe aiutare la squadra nel momento del bisogno, ma l’allenatore gli nega questa possibilità…

La rabbia del Papu

Quando ha letto il suo numero di maglia sulla lavagnetta del quarto uomo, Alejandro Gomez non l’ha presa bene:

Eravamo 2-2 avevamo pareggiato, credo fosse normale voler restare in campo. Ero un po’ arrabbiato ovviamente, stavamo cercando di vincere la partita. Sono partite molto belle da giocare, è in questi momenti che ti rendi conto della competizione. Tuttavia accetto con rispetto le decisioni del mister, so che anche chi è entrato al mio posto aveva la mia stessa voglia di entrare. Comunque sono il capitano, se non mi arrabbio io (eufemismo) chi si deve incavolare?

La prima a Bergamo

Il Papu non nasconde la propria emozione per l’esordio europeo a Bergamo e dedica un pensiero ad una città che sta provando a rialzarsi dopo mesi drammatici:

Ci rende orgogliosi aver portato il nostro club a giocare la Champions in questa città che ha sofferto molto, è stata una partita intensa, sofferta, tipica da Champions. L’abbiamo interpretata più in fase offensiva, anche io  ho cercato di giocare a ridosso dei difensori, così come hanno fatto anche i nostri avversari. Quasi tutte le squadre di questo livello comunque hanno giocatori di alto livello davanti, ma noi siamo stati bravi ad approfittare degli spazi che ci hanno concesso. Sul primo gol  ho capito subito che dovevo metterla di prima per Zapata. Se l’avessi stoppata, il difensore mi avrebbe preso il tempo.