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Amarcord

L’esempio di Fowler

In attesa di tornare a raccontare nuove e affascinanti storie di pallone, attingiamo a piene mani all’archivio della memoria…

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L’esempio di Fowler

In attesa di tornare a raccontare nuove e affascinanti storie di pallone, attingiamo a piene mani all’archivio della memoria, riscoprendo pagine già scritte che meritano di essere rilette e tramandate…

Una di queste è senz’altro quella che vide protagonista Robbie Fowler, quando l’allora centravanti del Liverpool diede a tutti l’esempio, dimostrando che il football è uno sport per gentlemen…

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Il Fair Play non sempre si vede sui campi e quando si vede è giusto sottolinearlo e applaudire con grande trasporto chi si distingue per lealtà sportiva, correttezza e onestà!

Gunners vs Reds

22 marzo 1997, le vecchie ma ancora solide tribune in legno del leggendario Higbury fanno da cornice  al duello rusticano tra Arsenal e Liverpool.

I Reds, in vantaggio con Stan Collymore, lesto ad avventarsi su una corta ribattuta di Seaman, continuano a spingere alla ricerca del raddoppio.

Viva la sincerità!

Lancio dalle retrovie per Robbie Fowler, che s’invola solitario verso l’area dei Gunners. Seaman gli si fa incontro, ma il centravanti del Liverpool sposta il pallone e il contatto è inevitabile.

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Per l’arbitro è calcio di rigore, ma Fowler non è d’accordo! Fa cenno di no con l’indice della mano destra. – “Non mi ha preso, non era fallo” – protesta Robbie.

Vince il FairPlay 

Dice la verità, il replay non mente: non c’è contatto! Il direttore di gara però la sua decisione l’ha già presa e non vuol saperne di sconfessarla.

Fowler non ci sta e dal dischetto ristabilisce la giustizia facendosi parare il penalty da Seaman.

Peccato che sulla respinta del portiere dell’Arsenal piombi come un falco McAteer che di scrupoli ne ha decisamente meno di Fowler e mette dentro da due passi.

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Il Liverpool batterà l’Arsenal 2-1, ma quella sera a vincere sarà il Fair Play!

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