Serie A
Il legale di Rocchi: “Ha pagato troppo”
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3 ore agoon
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Luca Boate
Il legale di Rocchi Antonio D’avirro commenta la richiesta della Procura di Milano: “Ha pagato un prezzo pesante”. Fiducia anche sul fronte della giustizia sportiva.
Si avvia verso la chiusura il filone dell’inchiesta della Procura di Milano sui presunti condizionamenti nelle designazioni arbitrali a favore dell‘Inter. Dopo la richiesta di archiviazione avanzata dai magistrati. E’ arrivato il primo commento dell’avvocato Antonio D’Avirro, legale di fiducia di Gianluca Rocchi, che ha raccontato di aver già parlato con il designatore arbitrale.
“L’ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare. Domani lo vedrò e ne parleremo per bene”.
D’Avirro ha poi sottolineato la rapidità con cui la vicenda si è conclusa. Senza però nascondere le conseguenze personali subite dal suo assistito durante i mesi dell’indagine.
“Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Perché quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump”.
Il legale ha spiegato di aver maturato sensazioni positive già dopo l’interrogatorio sostenuto da Rocchi una decina di giorni fa. Durante il quale il designatore avrebbe chiarito ogni contestazione.
Il legale di Rocchi: “Ha pagato troppo”
“Il commento è positivo, dopo l’interrogatorio di Rocchi una decina di giorni fa avevo ricavato una impressione favorevole perché aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni che gli erano state mosse e che aveva giustificato. Nel corso dello stesso interrogatorio gli elementi dell’accusa consistevano nel fatto che avrebbe ricevuto dei condizionamenti, ma ha dimostrato che le scelte arbitrali sono sempre state fatte in piena autonomia e che non aveva mai subito alcun condizionamento da parte di nessuno”.
Resta aperto il filone relativo alle cosiddette “bussate”, trasferito alla Procura di Monza. Anche su questo punto D’Avirro si è detto convinto dell’assenza dei presupposti per ipotizzare una frode sportiva.
“Le ‘bussate’ non capisco come possano integrare una frode sportiva, erano finalizzate a correggere un grave errore in cui era incorso l’arbitro e non certo ad alterare il risultato della gara. Giuridicamente non vedo come possa profilarsi una frode sportiva”.
Infine, il legale ha affrontato anche il possibile coinvolgimento della giustizia sportiva, ritenendo che la caduta dell’ipotesi di frode sportiva renda molto meno pesante anche l’eventuale valutazione della Procura federale.
“Vediamo, probabilmente saranno trasmessi gli atti alla Procura federale, ma quello che era il fatto grave e contestato come frode sportiva, che avrebbe potuto dar luogo a una contestazione di illecito sportivo, mi sembra sia caduto pacificamente”.
Sulla stessa linea anche Antonio Bana, altro difensore di Gianluca Rocchi, che ha elogiato il lavoro svolto dai magistrati milanesi.
“La Procura ha esercitato l’azione penale con prudenza e responsabilità sulla base di accertamenti svolti in modo completo e che non hanno trascurato gli elementi di prova a favore del nostro assistito, abbracciando in questo modo i principi costituzionali”.














