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Carnevali: “Alla Juventus non si può dire di no”
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3 ore agoon

Il nuovo amministratore delegato bianconero Carnevali racconta il suo approdo a Torino, analizza le difficoltà economiche della Serie A, frena su Kolo Muani e disegna la Juventus del futuro insieme a Spalletti, Massara e Chiellini.
L’avventura di Giovanni Carnevali alla Juventus è iniziata da poche settimane, ma il nuovo amministratore delegato e direttore generale bianconero ha già le idee chiare sulla strada da percorrere. Intervenuto a La politica nel pallone, l’ex dirigente del Sassuolo ha raccontato come è nata la chiamata della Juventus, spiegando di non aver avuto alcun dubbio nel momento in cui si è presentata l’opportunità di guidare uno dei club più prestigiosi d’Europa.
Carnevali: “Alla Juventus non si può dire di no”
Il contatto con la Juve? Tutto si è svolto in maniera veloce. Ho dovuto prendere anche decisioni rapide, lasciare una società come il Sassuolo non era facile perché con la proprietà c’è un legame speciale. Dal momento in cui sono stato contattato dalla Juventus non ci ho pensato un attimo, non puoi dire di no a una società così, appena ho avuto questa proposta ho subito accettato.
L’attenzione si è poi spostata sul mercato e sulle difficoltà che stanno vivendo i club italiani, sempre più distanti dalla capacità di spesa delle grandi potenze europee, in particolare della Premier League. Carnevali ha sottolineato come il sistema calcio italiano sia chiamato a trovare un nuovo equilibrio economico per restare competitivo.
Il costo dei calciatori cresce sempre di più, ci sono cifre che sono quasi improponibili mentre i ricavi dei club italiani non riescono a tenere il passo dei grandi campionati stranieri come la Premier.
Certe spese non sono più alla portata del nostro calcio, le regole finanziarie non permettono neanche più di indebitarci e agli azionisti di coprire perdite oltre una certa soglia. Il calcio italiano è dunque in grande difficoltà e bisogna esserne coscienti di questo. Bisogna ridurre i costi e avere un equilibrio economico che a volte non si riesce a ottenere. Inutile nasconderlo, oggi basta vedere nel nostro campionato che il mercato è ancora fermo, non è partito totalmente.
Tra i dossier più caldi resta quello relativo a Randal Kolo Muani. La Juventus continua a lavorare per riportare il centravanti francese in Italia, ma le richieste economiche del Paris Saint-Germain vengono considerate eccessive.
Ci sono richieste troppo elevate, o troviamo un accordo altrimenti andremo su qualche altro giocatore. La richiesta è superiore ai 45 milioni, oggi acquistare è facile, basta spendere ma i numeri sono alti.
L’obiettivo Frattesi
Nessuna apertura, invece, su Davide Frattesi, nome accostato ai bianconeri nelle ultime settimane. Carnevali ha riconosciuto il valore del centrocampista dell’Inter, ma ha escluso che rappresenti una priorità per la Juventus.
È un ragazzo straordinario, che ha trovato poco spazio nell’Inter. Farebbe comodo a tutti i grandi club. Chiaramente però abbiamo tanti grandi giocatori e dobbiamo trovare le possibilità di cederli. In questi ruoli non abbiamo la necessità di un giocatore come lui.
Infine, il dirigente ha illustrato il nuovo assetto organizzativo del club e le basi sulle quali intende costruire il futuro della Juventus. Dall’arrivo di Frederic Massara al ruolo di Giorgio Chiellini, fino alla fiducia riposta in Luciano Spalletti, considerato il punto di riferimento tecnico del nuovo progetto.
Mi sono immedesimato in questa nuova avventura con tanta cose da fare. Ci sono tutte le possibilità per cercare di fare qualcosa di importante. In questi giorni ho cercato di capire come funziona questa società che ha tante risorse, dando priorità all’area sportiva. Una delle prime cose che ho cercato di fare è inserire e migliorare quella che era la struttura sportiva con un nuovo dirigente come Ricky Massara, persona di grande capacità, che va a lavorare in sinergia con Marco Ottolini.
Poi c’è Chiellini per i rapporti istituzionali, lui è anche consigliere federale all’interno della Lega. L’area sportiva è stata dunque la base iniziale per costruire la Juventus del futuro. Ora andremo a sistemare l’area dello scouting, per far sì che abbia una visione nazionale e internazionale. C’è poi un allenatore come Spalletti, uno dei migliori in assoluto. E questa è la cosa più importante, ci può dare la possibilità di costruire qualcosa di valido con idee vincenti.














