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Allegri programma gennaio: “Ci sarà bisogno di tutti”

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Allegri programma

Il tecnico del Milan Allegri programma il mese di gennaio, nel quale i rossoneri dovranno affrontare 6 trasferte.

È il Milan ad aprire il 2026 a Cagliari, proprio dove iniziò il percorso da allenatore di Massimiliano Allegri. Il tecnico rossonero torna in Sardegna per consolidare il nuovo cammino del Diavolo, con l’obiettivo minimo del ritorno in Champions League, anche se storia e ambizioni spingono inevitabilmente più in alto l’asticella.

La conferenza di Allegri

“La partita di domani è complicata perché è la prima dell’anno e perché è molto importante, come quella di Udine. È un momento in cui la classifica si sta delineando e bisogna essere bravi a fare un passettino in avanti per restare nelle prime quattro”, ha spiegato Allegri in conferenza stampa alla vigilia.

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Il mese di gennaio, tra campionato e mercato, sarà tutt’altro che banale: “Sarà un periodo in cui ci sarà bisogno di tutti, per arrivare alla fine di questo ciclo con 6 trasferte nelle migliori condizioni. Domani Gabbia è recuperato, verrà in panchina, mentre Nkunku non è a disposizione e speriamo di averlo con il Genoa. Leao è completamente ristabilito ma è un mese che non gioca, Pulisic oggi si è allenato e vedremo domani come sta. Così come Pavlovic che ha avuto un attacco influenzale”.

Poi il discorso sugli obiettivi stagionali, tra presente e futuro: “L’obiettivo del Milan è giocare tutti gli anni la Champions e non è facile. Solo con l’ambizione di ottenere il massimo riesci a ottenerlo. Non ci sono sogni nel 2026, bisogna guardare all’obiettivo che abbiamo di entrare nelle prime quattro. In questo momento ci sono 5 squadre in lotta per i posti Champions, ma dietro Como e Bologna, la stessa Atalanta, hanno rose importanti. Il campionato italiano è sempre difficile, ogni partita è complicata, a cominciare da quella di domani. A Cagliari sono tutte delle mezze battaglie e bisogna essere concentrati per tutti i 90 minuti”.

Allegri programma gennaio: “Ci sarà bisogno di tutti”

Il concetto chiave è uno solo: “Dobbiamo alzare l’asticella perché più avanti si va e meno tempo si ha per recuperare”.

Nessuna voglia, invece, di entrare nelle polemiche sulla lotta scudetto e sul dibattito tra Conte, Chivu e Marotta: “Uno dice una roba, uno ne dice un’altra. Io dico solo che il Napoli ha vinto lo scudetto e l’Inter è arrivata seconda. Quindi una è favorita, l’altra è la contro-favorita. Non è che ci vuole tanto”.

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Per Allegri non è ancora tempo di bilanci, ma di consapevolezza: “Abbiamo iniziato un lavoro alternando cose buone e meno buone, bisogna quindi trovare un equilibrio. Quella di domenica scorsa è stata una gara di maturità, in cui non puoi prestare il fianco come successo contro Pisa e Parma. Su questo i ragazzi stanno crescendo, ci sono giocatori che hanno poca esperienza di Milan e più giocano capiscono che una palla giocata può decidere anche una stagione e non solo una partita. Di questo bisogna avere consapevolezza, quando si è in una grande squadra”.

Chiusura nel classico stile allegriano, con una battuta sul calendario: “Meglio giocare subito il 2 gennaio? Sì, perché se avessimo giocato il 3 qualche ragazzo avrebbe potuto fare serata. Così invece non hanno fatto serata. Io mi sono addormentato alle 10… Poi mi sono svegliato per festeggiare, dopo di che nuovamente a letto”.

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