Napoli-Verona 1-1, le pagelle azzurre

I voti del match del Diego Armando Maradona
23.05.2021 22:59 di Redazione Calcissimo   Vedi letture
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

NAPOLI-VERONA 1-1

Le pagelle di Luca Coscia 

Napoli (4-2-3-1)

Meret 6.5: nel primo tempo tiene in piedi la barca con due interventi non difficili ma che danno sicurezza. Salva su Di Marco in avvio ripresa ma nulla può su Faraoni.

Di Lorenzo 5: nervosissimo, sbaglia tutto ciò che può sbagliare. In appoggi è evanescente, in copertura è in affanno.

Manolas 6.5: preciso e puntuale nelle coperture, non si risparmia né on Kalinic nè con Lasagna.

Rrhakmani 6.5: segna il gol dell’illusione ma, soprattutto, mostra tanta sicurezza.

Hysaj 5: come contro il Cagliari, sbaglia il movimento consentendo a Faraoni di segnare. Prima, tuttavia, non è che facesse chissà cosa. ( Dal 72’ Mario Rui 6: gettato nel forcing finale, si fa vedere di più rispetto all’albanese.)

Fabian Ruiz 6: è l’unico nel primo tempo, a provare a combinare qualcosa. S’impegna e prova a scuotere la squadra ma predica nel deserto.

Bakayoko 5: preferito a Demme, non solo sbaglia tanti appoggi ma va in affanno contro il passo più rapido dei veronesi. Rischia anche il secondo giallo. (Dall’80’ Petagna 6: gettato sperando nei mischioni finali, non gli arriva un pallone alto. L’unico, al 94’, si stampa sulla traversa.)

Lozano 5: è vero che non viene mai servito a dovere ma ogni volta che ha il pallone non indovina mai la giocata. Sembra la versione del Chucky del primo anno. (Dall 66’ Politano 6: riesce a dare la scossa. È l’unico che calcia in porta.)

Zielinski 5: il migliore dell’ultimo periodo, scompare nella gara decisiva. Mai in partita. (Dal 72’ Mertens 5.5: poco più di 20’ in cui si nota per un tiro sull’esterno ed una percussione.)

Insigne 5: tantissime giocate errate, il capitano dovrebbe prendere per mano la squadra e, invece, s’intestardisce.

Osimhen 5: viene risucchiato nel torpore generale. Non sprinta ne allunga la squadra come sa. 

All. Gattuso 5: come due anni fa con il Milan, perde la Champions all’ultima curva. Ancora una volta, però, la squadra sente troppo la gara e lui non riesce nè a scuoterla nè a tranquillizzarla. Giusti i cambi di Zielinski e Lozano ma non si capisce perché lascia Demme a marcire in panchina.