VIDEO - Inter-Atalanta 1998: quando l'incubo di Kanu si trasformò in una favola

Dopo un anno e mezzo fuori dal campo per una disfunzione cardiaca, il nigeriano segnò il primo gol con la maglia del Biscione.
21.04.2020 10:00 di Marco Enzo Venturini   Vedi letture
Nwankwo Kanu
Nwankwo Kanu

Inter-Atalanta, una sfida ostica per la Beneamata, soprattutto negli ultimi anni (i meneghini non battono gli orobici dall'anno del Triplete). Ma che in passato ha scritto una delle storie più belle del club, trasformando una storia da incubo in una favola a lieto fine.

E' la storia di Nwankwo Kanu, stella dell'Ajax e della Nazionale nigeriana (con cui vinse da protagonista e capitano l'oro olimpico di Atlanta 1996 a soli vent'anni d'età) che Moratti acquistò con entusiasmo per 8 miliardi.

L'incubo però si manifestò in sede di visite mediche: disfunzione cardiaca congenita, carriera probabilmente finita. Il club nerazzurro, però, non abbandonò il ragazzo (ne avrebbe avuto il diritto, dato che l'Ajax non aveva fornito corrette informazioni sulle sue condizioni) e il patron pagò di tasca sua una delicata operazione a Cleveland: sostituzione di una valvola aortica.

Il recupero fu lungo e difficile e arrivò a compimento il 15 marzo 1998. A San Siro si giocava proprio Inter-Atalanta, la squadra di Simoni (in lotta per lo scudetto con la Juventus) chiuse il primo tempo a reti bianche, con Ronaldo e Zamorano imbrigliati tra le maglie dei coriacei difensori avversari. Nella ripresa, complice l'espulsione di Rustico, il tecnico di Crevalcore tolse Colonnese e lanciò in campo proprio il nigeriano tirato a lucido dopo il lungo calvario. E al minuto 73 arrivò la gioia più bella: lancio di Moriero, Kanu eluse la marcatura di Mirkovic e infilò la palla sotto le gambe di Fontana. (GUARDA IL VIDEO).

Sarebbe stato l'unico gol nerazzurro di Kanu (poi divenuto una bandiera di Arsenal e Portsmouth), ma - come lo stesso giocatore non mancò mai di sottolineare negli anni successivi - coincise con la sua rinascita professionale e umana. E la sua riconoscenza per l'Inter e per Moratti non si sarebbe spenta mai.