Quella volta che... Una lattina di Coca salvò l'Inter da una clamorosa eliminazione europea

Nell’edizione 1971/72 della Coppa dei Campioni, il Gladbach di Weisweiler strapazzò i ne- razzurri con un roboante 7-1, ma...
21.10.2020 08:30 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Quella volta che... Una lattina di Coca salvò l'Inter da una clamorosa eliminazione europea

Nell'edizione 1971/72 dell'allora Coppa dei Campioni, il giovane Borussia Monchen- gladbach di Hennes Weisweiler lascia la prima, indelebile traccia del proprio passaggio sul palcoscenico continentale, rifilando un roboante 7-1 alla ben più navigata Inter di Sandro Mazzola e Roberto Boninsegna, in quella che è passata alla storia come la partita della lattina.
Sul punteggio di 2-1 per i tedeschi, una lattina di Coca Cola proveniente dagli spalti del Bokelbergstadion colpisce al capo Bonimba che si accascia a terra. I nerazzurri approfitta- no della situazione per chiedere all'arbitro la sospensione dell'incontro. Quelli del Gladbach accusano gli italiani di aver proditoriamente messo in piedi una farsa.

In campo volano gli stracci, il fischietto olandese Jef Dorpmans ferma la gara. Sandro Mazzola scorge due tifosi interisti oltre la recinzione che separa le tribune dal rettangolo di gioco, uno di loro sta sorseggiando una lattina di Coca Cola. Ed ecco l'idea, fulminea, illu- minante. Il numero 8 nerazzurro si fa consegnare l'involucro d'alluminio ormai vacante e lo esibisce all'arbitro come corpo del reato.
Malgrado la presunta prova del misfatto prontamente reperita dal solerte Mazzola, la parti- ta riprende e i Puledri imbizzarriti si sbizzarriscono a suon di gol, confezionando un cap- potto di alta sartoria per l'Inter. Peccato si tratti di una vittoria di Pirro, che si rivelerà inutile ai fini del passaggio del turno. L'avvocato Peppino Prisco, allora vice presidente dell'Inter, riuscirà infatti a ottenere la ripetizione della gara in campo neutro.
Gara che terminerà a reti bianche, dopo il 4-2 subito dal Borussia in quel di San Siro che arresterà la cavalcata dei Fohlen verso la finale. Se una lattina di Coca Cola bastò a can- cellare dagli almanacchi quel 7-1, non potè però spazzare via dalla memoria degli amanti del bel calcio il ricordo di un gioco armonioso e spettacolare, di un undici votato all'attacco, delle prodezze di un capellone biondo che portava con innata eleganza il numero 10 sulle spalle, quel Gunter Netzer che avrebbe successivamente fatto le fortune del Real Madrid.