Il canto del Cigno

07.06.2021 09:20 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Il canto del Cigno

Il canto del Cigno, quello di Utrecht, non fu un commiato, bensì la consacrazione definitiva di un campione senza eguali: un gol impossibile per chiunque, ma non per lui, Marco Van Basten!

Caviglia di cristallo

La classe di Marco Van Basten è pari alla sfortuna che lo ha bersagliato, costringendolo ad appendere gli scarpini al chiodo ad appena trent’anni… Ma quella caviglia di cristallo, che lo ha tormentato per l’intera durata della sua carriera si è rivelata in un certo senso provvidenziale: ecco perché…

Talento e casualità 

Abbiamo ancora tutti negli occhi l’istantanea di Van Basten che si coordina magistralmente per impattare al volo il pallone spiovente verso la linea di fondo nella finale di Euro ‘88 tra Olanda e Unione Sovietica: un gol pazzesco, ai confini della realtà! Un capolavoro figlio dell’innata classe e del talento immenso del Cigno di Utrecht, ma forse anche del caso:

Segnai perché avevo la caviglia fasciata in modo rigido, e mi tenne il piede fermo mentre colpivo. Un piccolo risarcimento da parte della Dea Bendata. 

Fuori dallo stadio

Senza quella fasciatura così rigida, probabilmente, Van Basten avrebbe sparato il pallone in curva… Così accadde quando provò a ripetere quello straordinario gesto tecnico un paio di mesi più tardi:

Due mesi dopo giocammo una amichevole nello stesso stadio. I miei compagni mi fecero scommettere che ci avrei riprovato. Tirai la palla fuori dallo stadio.