Amarcord
Quando il Milan di Capello incontrò Nelson Mandela…
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12 anni agoon
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Redazione
Era il 12 giugno 1993, quando il Milan di Fabio Capello andò in Sudafrica ad affrontare, in una gara amichevole, gli Orlando Pirates, uno dei club calcistici più antichi del continente nero.
La partita, per onor di cronaca, si concluse con un pirotecnico 3-2 per i rossoneri, frutto di una doppietta di Papin e ad una rete di Roberto Donadoni, anche se ciò per cui quella sfida merita di essere ricordata è la presenza in campo di Nelson Mandela, che omaggiò gli allora vice-campioni d’Europa con un caloroso saluto prima del calcio d’inizio.
Silvano Ramaccioni, capo-delegazione rossonero in quella occasione, oggi ricorda commosso: “Eravamo tutti in giacca e cravatta, emozionati e rispettosi, portammo a Mandela i saluti del nostro presidente Berlusconi e di tutto il Milan, ma anche dell’Italia perchè sul nostro gagliardetto c’era il tricolore. Ricordo il sorriso buono di quest’uomo che ha fatto la Storia del mondo. Lui indossava un maglione scuro di Missoni, un grande tifoso rossonero, e questo ci fece molto piacere. E’ con commozione e rispetto che, dopo la scomparsa di Mandela, ricorderò e ricorderemo per sempre quel giorno“.
Ecco come il club rossonero ha scelto di ricordare Nelson Mandela con una nota apparsa sul proprio sito ufficiale:
All’età di 95 anni, Nelson Mandela ci ha lasciati. Per la sua scomparsa, il Sudafrica ha proclamato il lutto nazionale. Ma ad essere in lutto è tutto il mondo delle persone di buona volontà.
Simbolo della lotta per i diritti civili e contro il razzismo, Nelson Mandela ha lasciato una lezione che tutti gli uomini del mondo hanno il dovere di tramandare.
Un faro nel buio, un uomo vero e coraggioso. Questo e molto altro è stato Nelson Mandela.
Il Milan ha avuto l’onore di incontrarlo nell’estate del 1993 durante una amichevole di fine stagione in Sudafrica e il ricordo di quel sorriso e di quella stretta di mano inorgogliscono ancora oggi tutti i Milanisti.
Anche uno dei simboli della storia calcistica rossonera, Ruud Gullit, aveva sostenuto i princìpi e i valori di Mandela. Gli stessi atleti di oggi come De Jong e Montolivo nel Mondiale del 2010 hanno conosciuto un paese, il Sudafrica, progredito proprio grazie alle lotte e all’esempio di Mandela.
Un forte abbraccio a tutte le persone del mondo a cui mancherà il sorriso saggio e tenero di un uomo giusto.
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