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Scudetto, l’Inter frena a Firenze : le pagelle

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Scudetto

Scudetto cercasi, ma l’Inter sembra aver smarrito la bussola proprio sul più bello. In una Firenze elettrica, i nerazzurri incappano nel terzo mezzo passo falso consecutivo, trasformando quella che doveva essere una fuga solitaria in una marcia faticosa tra le paludi della stanchezza.

Il pareggio per 1-1 contro la Fiorentina di Vanoli non è solo un incidente di percorso, ma il sintomo di una squadra che, orfana di Lautaro e Bastoni, ha perso quella cinetica spaventosa che la rendeva ingiocabile fino a un mese fa. Se il Milan di Allegri e il Napoli di Conte ora vedono la sagoma dei campioni d’Italia farsi più vicina, la colpa è di una gestione del vantaggio troppo pigra e di errori individuali che pesano come macigni.

Scudetto, l’analisi: il fattore P.P. (Pio e Pari)

L’avvio dell’Inter era stato un manifesto di prepotenza agonistica. Trentanove secondi: tanto è bastato a Pio Esposito per ribadire che il futuro è già qui. L’assist di Barella è un ricamo, il tracciante del giovane azzurro è una sentenza. Ma il calcio, si sa, è uno sport di inerzie. L’Inter ha avuto le palle gol per chiuderla ( con Thuram ancora una volta troppo impreciso sotto porta ) ma ha permesso alla Fiorentina di restare in partita.

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Il Var ha cancellato il pari di Kean per una questione di millimetri, quasi a voler proteggere il primato nerazzurro, ma nulla ha potuto al 77′. Il peccato originale porta la firma di Sommer: una respinta incerta, una palla lasciata lì, nell’area piccola, dove Ndour è arrivato con la fame di chi vuole cambiare il destino di una stagione.

Le pagelle : Barella predica, Thuram arranca

SOMMER 5: Il paradosso del portiere moderno. Compie un miracolo su Kean, poi rovina tutto con una goffaggine sulla respinta che regala l’1-1 a Ndour. Un errore che toglie due punti pesantissimi.

BISSECK 7: Un gigante. In un’Inter che fatica a difendere alta, lui chiude ogni falla. Decisivo su Brescianini, pulito su Kean. L’unica nota lieta della retroguardia.

AKANJI 6: Gestisce la posizione con esperienza, ma nel finale soffre terribilmente la profondità cercata dai viola.

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BARELLA 7: Il motore dell’Inter non si spegne mai. Assist dopo meno di un minuto, recuperi da centometrista e una leadership che sopperisce all’assenza di Lautaro. L’ultimo ad arrendersi.

THURAM 4.5: Il dato è inquietante: non segna dall’8 febbraio. Fallisce un colpo di testa facile e sembra aver perso la cattiveria agonistica. Senza i suoi gol, la strada verso il tricolore si fa ripidissima.

PIO ESPOSITO 7: Personalità da veterano. Segna subito, sfiora il raddoppio e fa reparto da solo. Se l’Inter è ancora a +6, lo deve al suo istinto.

CHIVU (KOLAROV) 5.5: La squadra ha smesso di giocare dopo il gol del vantaggio. I cambi (Bonny e Frattesi) non hanno dato la scossa sperata. La sosta è una manna dal cielo per resettare tutto.

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Scudetto, la classifica: il fiato sul collo delle rivali

Nonostante il pari, l’Inter resta al comando a quota +6 sul Milan e +7 sul Napoli. Ma la sensazione è che il vento sia cambiato. Mentre il Como di Fabregas dà spettacolo travolgendo il Pisa e si issa al quarto posto, le “grandi” storiche approfittano del rallentamento dei primi della classe. La Serie A va in pausa con una certezza: il verdetto finale è tutt’altro che scritto.

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