PAVARD E NACHO: GUAI A CHIAMARLI GOL DELLA DOMENICA!

Quando i terzini calciano in porta da attaccanti navigati...
30.06.2018 19:06 di Redazione Calcissimo   Vedi letture
Pavard in gol
Pavard in gol

Gli ottavi di finale di questo mondiale di Russia 2018 si sono aperti subito col botto!

Francia e Argentina hanno dato vita ad un match fragrante, pieno di capovolgimenti e ribaltoni, che

ha finito per premiare Le Bleus di Deschamps che adesso si candidano prepotentemente per la

vittoria finale a Mosca. Ma, nel corso della gara, la scossa decisiva, anche più degli sprint Mbappé,

è arrivata dall'uomo meno atteso. Apparentemente un anonimo terzino destro con la faccia del

ragazzino un po' sfigatello che milita nello Stoccarda, non certo una grande big europea. Eppure,

Benjamin Pavard ha firmato il gol del 2-2, quello che ha rimesso in carreggiata la Francia, ancora

tramortita dall'inaspettato e fortunato vantaggio dell'Albiceleste.

E lo ha fatto con una conclusione tutt'altro che banale, anzi probabilmente con una delle soluzioni

balistiche più belle di questo mondiale.

La palma del gol più bello se la contende con un altro terzino, contro un altro che non gode della

stima degli appassionati, anzi è unanimamente considerato come uno dei più scarsi della sua rosa; lo

spagnolo Nacho. Anche per lui un gol sensazionale, alla prima contro il Portogallo ma guai a

considerarli 'gol della domenica' quell'espressione anni '80 con cui si indicava una rete realizzata in

maniera estemporanea e che veniva spesso seguita dal commento “Se ci prova altre 100 volte non

gli riesce”.

Bene, non cadete nel tranello; queste prodezze sono figlie di un grandissimo lavoro, di una crescita

costante e di una cura sulla tecnica individuale che getta le basi fin dai primissimi anni delle

giovanili. Piegare il corpo quasi a 45°, curvare la caviglia d'appoggio direzionandola verso

l'obiettivo, lasciar andare la gamba in modo da dare velocità e traiettoria al tiro, impattare di mezzo

esterno per dare il giro e l'angolo desiderato sono il risultato di anni ed anni di lavoro, di ricerca

della perfezione che poi, al momento più importante della carriera di un giocatore, viene fuori e fa

la differenza.

E qui tocca tornare un attimo a guardare in casa nostra e domandarsi; ma noi siamo ancora capaci di

insegnare queste basi? Abbiamo la capacità ma soprattutto la volontà di portare fin quasi

all'esasperazione lo sviluppo della coordinazione motoria e della tecnica individuale dei nostri

giovani? La risposta la lascio dare a voi, l'importante è che non derubrichiate questi episodi a

semplici “gol della domenica”...

Ciccio Mariello