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La storia di Sadio Mané

Dalle partitelle scalzo sulle strade sterrate di Bombali al rigore decisivo in finale di Coppa d’Africa, il passo non è stato breve per l’ex attaccante del Liverpool…

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La storia di Sadio Mané

Dalle partitelle scalzo sulle strade sterrate di Bombali al rigore decisivo in finale di Coppa d’Africa, il passo non è stato breve per l’ex attaccante del Liverpool…

Dalla strada alla gloria 

Dalle partitelle scalzo sulle strade sterrate del villaggio di Bombali al rigore decisivo che ha consegnato al Senegal la sua prima Coppa d’Africa, il passo non è stato breve per Sadio Mané:

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in mezzo una lunga e impervia scalata al successo, costellata di difficoltà d’ogni genere…

Il viaggio del piccolo Sadio comincia da Dakar, dove, accompagnato dallo zio, sostiene il suo primo provino con un paio di scarpini logori e consunti:

C’era un uomo lì, che mi guardava come se fossi nel posto sbagliato. Mi chiese ‘sei qui per il provino?’ e io risposi di sì. ‘Con quelle scarpe?

Guardale, come puoi pensare di giocare con quelle?’, mi disse. In effetti erano davvero malandate, vecchie e rotte”.

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A volte le apparenze ingannano e quel ragazzino con le scarpe rotte lascia tutti senza parole perché col pallone tra i piedi fa quel che gli pare:

Gli risposi che ero lì con l’attrezzatura migliore che avevo e che volevo solo giocare e dimostrare le mie qualità. E quando sono andato in campo dovevi vedere la sorpresa nel suo viso. Venne da me e disse ‘Ti ingaggio subito, giocherai nella mia squadra’”.

Da Dakar a Metz e poi Salisburgo, Southampton e infine Liverpool, Mané sbarca in Europa con tanti sogni e una manciata di spiccioli, ma il suo talento gli spalancherà le porte del grande calcio:

Sapevo che i sacrifici erano il prezzo da pagare per il successo. Oggi sono qui, senza rimpianti, e vivo il mio sogno”.

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Un sogno che forse mai avrebbe immaginato di riuscire a realizzare quando giocava scalzo per strada e guardava le partite della Nazionale senegalsese, che oggi ha condotto al trionfo in Coppa d’Africa:

Nella mia città, giocavo per strada o dove capitava. Ricordo di avere avuto il pallone fra i piedi sin da quando avevo due o tre anni.

Quando vedevo bambini giocare a pallone per strada mi univo a loro. E’ così che ho cominciato, per strada.

Crescendo sono anche andato a vedere delle partite, specialmente quelle della nazionale. Volevo vedere i miei eroi e immaginare di essere uno di loro”.

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