Da emarginato a idolo biancoceleste: il ragazzo dalla pelle scura sconfigge il razzismo e conquista la Capitale!

Nel 1992 il centrocampista olandese fu insultato dagli ultras laziali per il colore della sua pelle.
21.03.2021 11:00 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Winter
Winter

E' il 1992 quando dall'Olanda sbarca nella Capitale, sponda biancocelseste, un talentuoso venticinquenne originario del Suriname, prodotto del vivaio dell'Ajax. Coi Lancieri, Aron Winter ha vinto coppe e campionati e giocato per sei stagioni, la stampa italiana ne applaude l'acquisto da parte della Lazio, ma alla Lazio, non tutti sono felici del suo arrivo. Il tifo biancazzurro lo rispedirebbe volentieri al mittente e non perchè sia un bidone.

E allora? E allora Winter ha la pelle scura ed origini ebree, cosa inaccettabile per gli ultras della Curva Nord laziale, all'epoca altamente politicizzati. Aron si scontra con una realtà che in Olanda gli era sconosciuta, scopre, suo malgrado, che una parte dell'Italia è razzista. A pochi giorni dal suo arrivo a Roma, fuori dal centro sportivo di Formello appare una scritta a caratteri cubitali che recita un messaggio inequivocabile: "WINTER RAUS!", ossia vattene!

Seguono telefonate minatorie che costringono Winter a smentire le sue radici ebree e lo spaventano al punto da chiudersi in casa. Ma di fronte al genio calcistico di Winter, anche la stupidità più becera deve cedere il passo alla meraviglia per le giocate mai banali, per i guizzi risolutivi del ragazzo dalla pelle scura, fianlmente eletto a nuovo idolo del popolo biancoceleste.