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Acerbi-Jesus non è Ibra-Lukaku

Analizziamo insieme le differenze che ci sono tra le due vicende e non sono poche…

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In questi giorni ho notato che impropriamente si è cercato di paragonare la vicenda Acerbi – Juan Jesus all’alterco di 3 anni fa che vide come protagonisti Ibra e Lukaku durante un derby di Coppa Italia. A scanso di equivoci, è bene ricordare che l’unica cosa che hanno in comune questi due fatti è come si sono conclusi, ovvero senza alcuna squalifica. Tuttavia, ci sono delle differenze lampanti.
Innanzi tutto, in quell’occasione le telecamere, complice l’assenza dei tifosi nello stadio, hanno potuto catturare tutto l’avvenimento con tanto di audio. Dunque, ricostruire ciò che è successo fu molto più semplice. Ma il punto focale è che Ibra non pronunciò alcuna espressione razzista. Nonostante alcuni tifosi e giornalisti sostenessero che dalla bocca di Ibra fosse uscita la parola “monkey”, così non avvenne. Infatti, la differenza con la situazione attuale è il comportamento di Lukaku.
A differenza di Juan Jesus, Lukaku non denunciò di aver subito alcun comportamento razzista. E’ vero, si arrabbiò molto in campo, ma perché Ibra lo colpì nel suo orgoglio da calciatore definendo “asino”. Donkey nello slang utilizzato in Premier League significa calciatore poco dotato tecnicamente. Non fu certamente una bella immagine, ma quello si che è stato un episodio di campo. Anche in quella circostanza ci fu un processo ed entrambi confermarono che non ci fu razzismo.
La situazione attuale è ben diversa.

Abbiamo un calciatore che ha denunciato di aver subito un episodio di razzismo e un altro che lo nega. Come già detto, anche in questo caso non c’è stata una squalifica. Acerbi è stato “assolto” per assenza di prova. In manca di immagini che chiariscano il fatto, rimane la parola di uno contro quella dell’altro. Nel processo sportivo per subire una squalifica è sufficiente un livello minimo di ragionevole certezza che sia avvenuto il fatto. Evidentemente la testimonianza della persona offesa non è stat sufficiente per raggiungere questo step.
Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. E’ una regola matematica che abbiamo sentito tutti quando abbiamo studiato le addizioni alle elementari. Ecco, in questo caso il risultato non è cambiato, ma gli addendi non solo hanno cambiato l’ordine, sono anche diversi.

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