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Interviste

Esclusiva: Gheorghe Popescu

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Esclusiva: Gheorghe Popescu

Esclusiva: Gheorghe Popescu. “Cruijff era il numero uno, due e tre. De Zerbi? Uno dei migliori allenatori d’Europa”.

Davide Sacchetti ha intervistato in esclusiva (Clicca QUI per altre interviste) per Calcissimo.com Gheorghe Popescu, ex difensore e centrocampista rumeno, protagonista del calcio europeo tra gli anni ’80 e 2000. Nel corso della sua carriera ha vestito maglie prestigiose come quelle di PSV Eindhoven, Tottenham, Barcellona e Galatasaray, conquistando numerosi trofei, tra cui la Coppa UEFA con il club turco nel 2000. Capitano della Nazionale rumena e compagno di grandi campioni, Popescu ha ricordato la sua esperienza al Barcellona, il rapporto con Johan Cruijff e parlato del calcio italiano, di Dragusin e degli allenatori più importanti del panorama europeo.

Come sta vedendo Dragusin?
“È un buon difensore. Aveva già fatto bene al Genoa e gioca anche nella Nazionale rumena.”

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Cosa sta mancando al calcio italiano?
“Non lo so, ma è il terzo Mondiale consecutivo a cui l’Italia non partecipa ed è davvero troppo. È una grande mancanza per il calcio italiano. Credo che la presenza di tanti stranieri renda più difficile trovare spazio per i giocatori italiani e questo potrebbe essere uno dei motivi.”

Le piace la scelta di De Zerbi come allenatore del Tottenham?
“Ovunque sia stato ha fatto bene e sono sicuro che sarà così anche al Tottenham. Per me è uno dei migliori allenatori d’Europa.”

Lei ha avuto Johan Cruijff come allenatore al Barcellona. Che ricordo ha di lui?
“Per me Cruijff è il numero uno, il numero due e il numero tre. Tutti gli altri vengono dopo. Era un allenatore capace di trasmetterti una fiducia che non ho mai visto in nessun altro. Aveva un modo di vedere il calcio fuori dal comune.”

Esclusiva: Gheorghe Popescu

Del suo periodo al Barcellona le è rimasto l’amaro in bocca per aver vinto poco?
“Sì, perché avevamo una squadra molto forte, ma abbiamo conquistato soltanto una Coppa delle Coppe, senza riuscire a vincere il campionato. Siamo arrivati anche in semifinale di Coppa UEFA, ma a Barcellona non vincere il campionato è sempre considerato un risultato negativo. Successivamente è arrivato il Barcellona che ha fatto la storia, con Guardiola in panchina.”

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Ha mai ricevuto offerte da grandi club italiani durante la sua carriera, tra PSV e Barcellona?
“Sì, dopo il Mondiale del 1990 mi cercarono tante squadre. Sono stato molto contento anche della mia esperienza al Galatasaray, dove abbiamo vinto tanto, riuscendo anche a battere il Real Madrid in finale.”

Si aspettava che Guardiola e Luis Enrique potessero diventare allenatori così importanti?
“No, credo che nemmeno loro potessero immaginarlo. Sono stati entrambi grandi giocatori, soprattutto Guardiola, che per il Barcellona è stato un simbolo ed è cresciuto nel settore giovanile. Luis Enrique è arrivato successivamente e ha lavorato anche con Van Gaal.”

Oggi c’è un difensore nel quale si rivede particolarmente?
“Non lo so, è difficile da dire.”

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