Luci a San Siro... E tante ombre

Il Milanologo analizza la situazione in casa rossonera!
12.12.2018 09:18 di Redazione Calcissimo   Vedi letture
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Il calendario Gregoriano domenica segnava il 9 dicembre, ovvero la seconda domenica di avvento, ma soprattutto il Santo designato in questa data per il calendario liturgico era San Siro, che per la Chiesa Cattolica fu il vescovo di Pavia, mentre per la religione profana del calcio quando si scomoda San Siro si parla solamente della Scala del Calcio, teatro che in quasi un secolo di storia ha messo in scena tante battaglie calcistiche e ha visto esibirsi sul suo campo verde indimenticati e indimenticabili campioni di fama mondiale.  

 

La ricorrenza di quest'anno invece ha visto scendere in campo un Milan incerottato come da troppo tempo a questa parte, stanco e imbolsito nelle sue trame di gioco e con i suoi giocatori di punta decisamente sottotono. Lo scialbo pareggio a reti inviolate di domenica sera non ha certo onorato a pieno la ricorrenza, ma rimane comunque utile ai fini della classifica che ancora sorride ai rossoneri. Il punto conquistato contro il Torino agli occhi dei pessimisti viene visto come un occasione buttata al vento visto i risultati delle concorrenti alla corsa Champions, invece per un ottimista per natura come il sottoscritto vedo il bicchiere mezzo pieno, sicuro che questa rosa in questo momento stia facendo il massimo delle sue possibilità.

 

In tanti se la sono presa col povero Cutrone per la colossale occasione fallita a pochi minuti dal termine, dimenticandosi in fretta dei due miracoli fatti da Donnarumma nella prima frazione di gara. Queste tipo di partite la maggior parte delle volte rischi di perderle per la troppa foga di doverle vincere a tutti i costi, ma già il fatto di aver portato un punticino a casa lasciando invariato il vantaggio sulle due romane con una giornata in meno da giocare, dovrebbe essere preso come una nota positiva. Se proprio devo trovare delle note stonate nella partita con i granata è la prestazione molto opaca di Suso e Higuain oltre a quella inguardabile di Chalanoglu, ovvero i tre giocatori di maggior qualità che abbiamo in rosa che in queste partite bloccate dovrebbero essere quelli che devono risolverla con una giocata singola.

 

Nel dopo partita ad abbassare ancora di più il morale dei tifosi, ci ha pensato Leonardo con l'annuncio che il tanto desiderato ritorno di Ibrahimovic anche questa volta rimarrà una chimera. Lungi da me giudicare il lavoro dei nostri dirigenti a dicembre, le somme e i giudizi li rimanderò a fine maggio, però una cosa va detta, Ibra sarebbe stata sicuramente un'opportunità da non farsi sfuggire, anche se la priorità di questa squadra nel mercato di gennaio è sistemare il centrocampo con innesti di qualità. Capisco tutti i dubbi sull'età anagrafica dello svedese, ma se poi come i rumors di calciomercato dicono si virasse su Quagliarella rimarrei basito da questa scellerata strategia di mercato.

 

A conti fatti questa ricorrenza del Santo preferito dagli dei del calcio non è stata certo di quelle da ricordare a vita, questa è stata la domenica dei sogni svaniti e delle occasioni perse, ma citando il vecchio saggio a me caro "il rimpianto è solo un inutile spreco di energie, dove non si può costruire nulla sopra, serve solo a sguazzarci dentro". Il nostro Milan non può vivere nel rimpianto di un pareggio o di un occasione sprecata, perchè le energie da spendere sono poche e gli impegni tanti......Forza ragazzi l'obbiettivo è ancora a portata di mano. 

 

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