Altro che Corea, ecco la peggiore disfatta azzurra di sempre!

Curioso episodio della storia azzurra...
26.06.2020 09:00 di Luca Franzosi   Vedi letture
Altro che Corea, ecco la peggiore disfatta azzurra di sempre!

La sconfitta contro la Corea del Nord ai Mondiali del 1966 resta nell’immaginario collettivo come la più grande débâcle della Nazionale italiana, una Caporetto del calcio nostrano. Ma un’altra clamorosa batosta, inflitta nientemeno che dallo Zambia, segna forse il punto più basso della ultracentenaria storia degli Azzurri.

E’ il 19 settembre 1988, allo Stadio Mu Dung di Gwangju, in Corea del Sud, Italia e Zambia si affrontano in una partita valida per il girone olimpico. La Nazionale guidata da Rocca, che conta diversi nomi importanti (Tacconi, Tassotti, De Agostini, Iachini, Ferrara, Cravero, Mauro, Colombo, Carnevale, Galia, Virdis sono gli undici titolari, più giocatori come Pagliuca, Rizzitelli, Pellegrini, Crippa ed Evani in panchina), è inserita in un gruppo agevole con Iraq e Guatemala, e già pregusta il passaggio del turno anticipato dopo la vittoria con cinquina nella gara d’esordio contro i centroamericani.

Va precisato che lo Zambia non è proprio una cenerentola, ma una delle potenze emergenti del calcio africano. Ci sono tanti calciatori sconosciuti ma anche colui che diventerà il più grande giocatore della storia dei Chipolopolo (proiettili di rame), l’attaccante del Cercle Brugge Kalusha Bwalya, che proprio grazie alla giornata da incubo degli Azzurri salirà alla ribalta mondiale.

Fin dall’avvio lo Zambia, in maglia arancione, sembra l’Olanda, mentre gli italiani appaiono svagati e poco motivati: al 40’ arriva il primo siluro. Un lancio lungo pesca Kalusha Bwalya, che taglia tutta la difesa e trafigge Tacconi. Dopo le urla del ct Rocca all’intervallo, gli Azzurri accennano a una reazione ma al 56’ arriva la mazzata del 2-0. Kalusha Bwalya questa volta sorprende Tacconi fuori dai pali su calcio piazzato, l’Italia pensava a una punizione di seconda e protesta, ma l’arbitro tira dritto e convalida la rete agli africani.

Entrano Pellegrini e Crippa, ma l’Italia non reagisce e anzi crolla di schianto: al 64’ Johnson Bwalya insacca il tris, al 90’ Kalusha Bwalya completa la sua storica tripletta firmando il 4-0 in contropiede e mettendo il sigillo a una delle più clamorose disfatte italiane.

“Fu proprio una bella scoppola – ricorderà anni dopo Virdis –. Eravamo un ottimo gruppo ed eravamo andati in Corea per fare una grande olimpiade, possibilmente per portare a casa una medaglia. Alla fine non ci riuscimmo per un pelo, perché nonostante quella sconfitta finimmo quarti. Ma quella batosta con lo Zambia fa parlare ancora oggi”.

La figuraccia con lo Zambia non pregiudicherà infatti il cammino degli Azzurri, che chiuderanno i Giochi al quarto posto dietro a URSS, Brasile e Germania, mentre i Chipolopolo saranno sconfitti ai quarti di finale dai tedeschi.

Anni dopo, nel 1993, un disastro aereo spezzò l'intera generazione d'oro del calcio zambiano. In Gabon perirono 18 giocatori della nazionale e 12 tra tecnici, dirigenti dello staff e uomini dell'equipaggio, in volo verso Dakar. Tra questi anche sette eroi di quel mitico 19 settembre a Seul. Kalusha Bwalya si salvò perché, impegnato con il PSV, avrebbe raggiunto i compagni direttamente in Senegal.