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Serie A

Tecnico e gestione dell’emergenza: Roma le contromisure

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Tecnico chiamato a ridisegnare la squadra in un momento di palese emergenza numerica, ma senza cercare alibi di natura mentale dopo il passo falso europeo. Alla vigilia del match contro il Genoa, l’allenatore della Roma in conferenza stampa , ha voluto fare chiarezza sulla reale natura del blackout subito nei minuti finali contro il Real Madrid, smentendo categoricamente l’ipotesi di un crollo emotivo della squadra.

“Di psicologico non c’è stato proprio niente, al 77′ abbiamo avuto una palla con Pellegrini per andare in porta“, ha precisato, spostando piuttosto l’accento su un problema di attenzione e reazione nei momenti chiave, in particolare sulle palle inattive: “Sulle situazioni di calcio d’angolo c’è stato timore, una mancanza di reazione, cosa che fino a quel momento non era successa. Abbiamo preso gol, è una cosa anomala ma bisogna soffermarsi su quello”.

Risposte dai subentrati: nessuna bocciatura per la panchina

Gasperini difende l’operato dei suoi giocatori, respingendo con fermezza l’idea che la necessità di allargare la rosa sia figlia di una bocciatura dei singoli subentrati nella notte di Champions League. Ha infatti ribadito la propria fiducia nei confronti di chi è subentrato a partita in corso contro i Blancos: “Per quanto riguarda i subentrati, sono entrati tutti bene. Purtroppo abbiamo avuto la defezione di Koné subito, magari avremmo potuto avere un cambio in più”. Le rotazioni corte, dunque, restano un problema strutturale legato esclusivamente agli infortuni e alla densità degli impegni ravvicinati, non a una mancanza di qualità o di applicazione da parte delle seconde linee.

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Tecnico e soluzioni tattiche: tra innesti della primavera e varianti in mediana

Gasperini costretto a studiare soluzioni alternative per scardinare la retroguardia del Genoa, considerando la contemporanea assenza di pilastri fondamentali come Malen, Koné, Dybala e Cristante.

Di fronte a un centrocampo e a un attacco visibilmente risicati, non è escluso il ricorso a forze fresche dalle giovanili o ad adattamenti tattici, come l’avanzamento di un difensore nella linea mediana o un assetto offensivo più stretto per supportare Castro.

Nonostante le defezioni, la linea guida resta improntata all’ottimismo e alla determinazione: “Per giocare ci siamo, nessun problema. Domani abbiamo bisogno di forza, convinzione, energia. Torniamo in campionato dove siamo protagonisti. Avremo lo spirito, la mentalità e l’energia per cercare di vincere perché se vinci dai valore ai giocatori”.

In definitiva, l’intera conferenza stampa assume il significato di un vero e proprio manifesto programmatico per il prosieguo della stagione. Rifiutando la narrazione dei “problemi psicologici” o dei “blackout da big match”, l’allenatore ha voluto blindare il gruppo da critiche distruttive, spostando l’attenzione su dettagli puramente tecnici e oggettivi.

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La richiesta di una rosa più profonda non è un atto di accusa, ma una presa d’atto pragmatica del calcio moderno. Uscire “rafforzati” dalla tripla sfida con Inter, Como e Real Madrid significa capire che la struttura c’è: ora serve solo trasformare la rabbia in cinismo per riprendersi subito la scena nazionale.




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