Così non VAR
Ferrieri Caputi: insulti sessisti durante Como-Venezia
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Luca Boate
Ferrieri Caputi: insulti sessisti durante Como-Venezia. L’arbitra finisce nel mirino dopo un rigore concesso e revocato dal VAR. Offese dagli spalti durante la diretta televisiva.
Non soltanto polemiche arbitrali in Como-Venezia, partita vinta 1-0 dai padroni di casa. A far discutere è soprattutto quanto accaduto a Maria Sole Ferrieri Caputi, bersaglio di insulti sessisti provenienti dagli spalti dello stadio Sinigaglia. Le frasi offensive sono state chiaramente captate dai microfoni di DAZN, diventando immediatamente un caso.
L’episodio nasce da una decisione controversa nel primo tempo, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Ferrieri Caputi aveva inizialmente assegnato un calcio di rigore al Venezia per un tocco di mano di Luis Milla, giocatore del Como. Dopo una lunga revisione, però, gli addetti al VAR Cosso e Giua hanno richiamato l’arbitra al monitor, convincendola a modificare la decisione e a revocare il penalty.
Una scelta che ha suscitato numerose perplessità, anche perché il braccio del calciatore appariva distante dal corpo. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, persino Daniele Orsato, designatore arbitrale presente in tribuna, sarebbe rimasto contrariato dall’intervento del VAR e dalla successiva decisione di Ferrieri Caputi.
Ferrieri Caputi: insulti sessisti durante Como-Venezia
La discussione tecnica è stata però accompagnata da un episodio decisamente più grave. Durante la telecronaca si sono infatti sentite alcune persone rivolgere all’arbitra espressioni offensive come “Vai a fare la pasta al sugo o a passare l’aspirapolvere”. Commenti sessisti che nulla hanno a che vedere con la legittima contestazione di una scelta arbitrale.
Le polemiche sono proseguite anche sui social, dove Ferrieri Caputi è presa di mira con attacchi legati al suo genere. Una situazione particolarmente spiacevole per la direttrice di gara, tornata ad arbitrare in Serie A dopo cinque mesi.
Sul rigore revocato si è espresso anche Cesc Fabregas, allenatore del Como, ammettendo che inizialmente gli era sembrato un evidente fallo di mano. Critico pure Davide Nicola, tecnico del Venezia, che ha contestato soprattutto l’intervento della sala VAR.
Resta quindi aperto il dibattito sulla decisione arbitrale, ma gli insulti sessisti rappresentano una questione distinta, che non può trovare alcuna giustificazione negli errori commessi sul terreno di gioco.
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