Scolari come Cesare, Drogba e Anelka come Bruto e Cassio

01.04.2021 15:56 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Scolari come Cesare, Drogba e Anelka come Bruto e Cassio

Una congiura in piena regola quella ordita da Drogba e Anelka ai danni di Felipe Scolari, che costò al tecnico brasiliano la panchina del Chelsea…

Nervi tesi

L’avventura di Felipe Scolari sulla panchina del Chelsea si rivelò particolarmente complicata per via del rapporto non certo idilliaco con alcuni senatori dello spogliatoio, Drogba e Anelka in testa:

Il Chelsea aveva qualche problema con gli infortuni e altri problemi all’interno della squadra. Io ne ho avuto uno di leadership, mi sono scontrato con un paio di calciatori: Anelka e Drogba.

Un’estate a Cannes

Ad incrinare il rapporto tra Scolari e Drogba fu la presa di posizione del tecnico brasiliano, secondo cui il centravanti ivoriano sarebbe dovuto rimanere a Londra per recuperare da un infortunio al ginocchio anziché trascorrere la convalescenza post operatoria a Cannes come suggerito dallo staff medico del club:

Il nostro dipartimento medico pensava che avremmo dovuto lasciare che Drogba recuperasse dalla sua operazione a Cannes, nel bel mezzo dell’estate. Io pensavo che sarebbe dovuto rimanere a Londra. Anche a me piacerebbe andare a Cannes in estate, stare lì un mese o due e divertirmi…

Il gran rifiuto

Ad infliggere il colpo di grazia a Scolari fu Anelka, che oppose un secco rifiuto alla richiesta da parte del suo allenatore di sacrificarsi per poter coesistere con Drogba:

Quando Drogba è tornato, ho cercato di adattare il mio gioco per far sì che Drogba e Anelka potessero convivere. In quel momento Anelka era il capocannoniere della Premier, ci siamo visti e Nicolas lui ha detto ‘no, io gioco in una sola posizione’. Quindi c’era una mancanza di amicizia, di rispetto, di voglia di provare a giocare assieme. Erano entrambi grandi attaccanti, ma qualcuno doveva fare un lavoro diverso, tornare indietro quando perdevamo il pallone. E lì le cose sono cambiate un po’. Con Drogba ne ho parlato apertamente quando ci siamo visti in Russia nel 2018. Nè lui nè Anelka avevano brutte intenzioni, ma è successo quello che è successo e io ho perso una delle più grandi possibilità della mia vita.