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Polemica Pirlo-Russia: da CT dovrà interrompere il legame
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3 ore agoon
By
Luca Boate
Polemica Pirlo-Russia: appena diventerà CT dovrà interrompere il legame contrattuale con il boomaker russo Fonbet.
La probabile nomina di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico dell’Italia sta facendo discutere ancora prima dell’annuncio ufficiale. Al centro del dibattito non ci sono soltanto gli aspetti tecnici della scelta. Ma soprattutto il rapporto che l’ex centrocampista ha avuto con Fonbet, uno dei principali bookmaker russi. Alcuni osservatori si interrogano infatti sull’opportunità che il futuro volto della Nazionale italiana, figura dal forte valore simbolico e istituzionale, sia stato legato a un marchio operante in Russia durante il conflitto in Ucraina. Una polemica che, tuttavia, potrebbe esaurirsi rapidamente nel momento stesso della sua eventuale nomina.
L’eventuale incarico da ct comporterebbe infatti la cessazione di qualsiasi rapporto con il bookmaker. Da una parte, il ruolo di commissario tecnico non è compatibile con un contratto di sponsorizzazione con una società di scommesse. Dall’altra, l’attività di global ambassador di Fonbet sarebbe comunque strettamente collegata all’esperienza di Pirlo sulla panchina dello United FC degli Emirati Arabi Uniti. Club presieduto da Sergey Lomakin, imprenditore con importanti interessi nel settore del betting russo. Con la fine di quell’avventura, verrebbe meno anche il presupposto del rapporto commerciale.
Polemica Pirlo-Russia: da CT interromperà il contratto con Fonbet
Le critiche nascono soprattutto da due episodi. Il primo riguarda l’annuncio con cui Fonbet presentò Pirlo come proprio testimonial internazionale, utilizzando il suo ingaggio come dimostrazione della capacità dell’azienda di continuare ad attirare grandi icone del calcio mondiale nonostante il clima di isolamento internazionale nei confronti della Russia. Il secondo è la partecipazione dell’ex campione azzurro a un evento organizzato dal bookmaker a Mosca, il Football Day, in un periodo particolarmente delicato della guerra in Ucraina. Una presenza che suscitò reazioni critiche da parte di diversi osservatori e di alcuni atleti internazionali, tra cui lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych.
Va però ricordato che Pirlo non ha violato alcuna norma e che, in qualità di professionista, era libero di stipulare accordi commerciali e di immagine. Il tema sollevato dai critici non riguarda quindi la legittimità delle sue scelte, bensì la loro opportunità alla luce del ruolo che potrebbe ricoprire. Guidare la Nazionale significa rappresentare il calcio italiano anche sul piano simbolico e istituzionale, in un contesto in cui sport, comunicazione e geopolitica sono sempre più intrecciati. Per alcuni, il nodo riguarda proprio la compatibilità tra questa funzione e l’essere stato il volto di un marchio che aveva valorizzato quella collaborazione anche come segnale contro l’isolamento internazionale della Russia.
In ogni caso, la questione appare destinata a chiudersi con l’eventuale ufficializzazione di Pirlo come commissario tecnico. La fine del rapporto con Fonbet eliminerebbe infatti il principale elemento alla base della discussione, lasciando spazio esclusivamente alle valutazioni sul suo lavoro in panchina. Perché allenare una squadra richiede competenze tecniche, ma rappresentare un’intera Nazione comporta inevitabilmente anche responsabilità che vanno oltre il campo.















