Interviste
Esclusiva: Claudio Pasqualin
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Redazione
Esclusiva: Claudio Pasqualin. “Troppi stranieri frenano i talenti italiani. Del Piero? Ho sempre pensato che sarebbe diventato una bandiera della Juventus”
Davide Sacchetti ha intervistato in esclusiva (Clicca QUI per altre interviste) per Calcissimo.com Claudio Pasqualin, storico procuratore sportivo e protagonista di alcune delle trattative più importanti del calcio italiano. Nel corso della sua carriera ha curato gli interessi di campioni del calibro di Alessandro Del Piero, Gennaro Gattuso, Gianluca Vialli, Oliver Bierhoff e molti altri. Nell’intervista ha analizzato la situazione del calcio italiano, ricordato alcune operazioni di mercato e raccontato aneddoti sui grandi campioni che ha rappresentato.
Come ha visto la Serie A in questa stagione?
“L’ho seguita con molta attenzione, sia per la lotta all’Europa sia per quella per non retrocedere.”
Lei è stato promotore di tanti talenti italiani. Come si spiega il fatto che oggi facciamo più fatica a crearne?
“Sono francamente molto avvilito. Ripensando alla mia esperienza con giocatori come Del Piero e Gattuso, credo che anche oggi i ragazzi abbiano spirito di sacrificio e applicazione. Il problema è che ci sono troppi stranieri che finiscono per soffocare il nostro calcio.”
Quando avete portato Del Piero alla Juventus pensavate che potesse restare così a lungo in bianconero?
“Io ho sempre avuto questa percezione. Alessandro era un ragazzo forte, ma soprattutto è sempre rimasto sé stesso: equilibrato, composto, mai sopra le righe. Ha sempre saputo farsi voler bene e non ha mai perso il contatto con la realtà.”
Esclusiva: Claudio Pasqualin
L’offerta del Manchester United per Del Piero era reale? Come nacque?
“Più che un semplice interessamento ci fu una vera trattativa. Eravamo molto vicini alla scadenza del contratto, nel giugno del 2000. La Juventus, forse, tergiversò un po’ troppo, anche perché Del Piero era reduce dall’infortunio.”
Che ricordo ha del trasferimento di Gianluca Vialli al Chelsea?
“Andava in scadenza di contratto con la Juventus e scelse il Chelsea. Fu una trattativa complicata, perché Gianluca era molto intelligente e curava ogni minimo dettaglio del contratto, compresi aspetti come l’autista privato e l’insegnante di inglese. All’epoca, inoltre, il Chelsea non era ancora il grande club che conosciamo oggi.”
C’è un trasferimento saltato all’ultimo momento che ricorda in modo particolare?
“Più che un trasferimento saltato, ricordo un contratto che rischiò di non essere depositato in tempo. Marco Branca doveva passare dalla Roma all’Inter: mi chiamò Sandro Mazzola e riuscii a entrare negli uffici e depositare il contratto proprio alle 19, allo scadere del tempo.”
Ricorda la situazione di Gennaro Gattuso dopo le finali perse con il Milan? Si parlava di un suo addio.
“Rino è sempre stato rossonero dentro. In quel periodo aveva preso in considerazione alcune possibilità, ma alla fine si è praticamente tolto dal mercato.”
Dopo il Milan ci furono altre grandi squadre interessate a Oliver Bierhoff?
“No, ma già la trattativa che lo portò al Milan non fu semplice. Il presidente Berlusconi mise sul piatto 20 miliardi di lire per convincere la famiglia Pozzo a cedere il giocatore.”













