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Lo Slavia non parte battuto

Le dichiarazioni del tecnico Masopust alla vigilia della sfida di Europa League col Milan…

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Lukas Masopust punta sulla cabala. “Milan-Slavia Praga cade in un giorno speciale. Il bello è che sono già passati cinque anni…”. Il 7 marzo 2019 i cechi rifilarono due reti al Siviglia nella gara d’andata degli ottavi di Europa League, per poi buttarli fuori al ritorno dopo i supplementari. Un pasticcio di Simon Kjaer – a proposito di coincidenze – regalò allo Slavia una notte speciale contro i re della competizione, eliminati da una squadra ostica che si palesa a San Siro con occhi affamati: “Non abbiamo niente da perdere”, sottolinea Lukas, 30 anni, il jolly di mister Trpisovsky. Una sorta di Florenzi dalla parlantina svelta come quella del terzino: “Sarei un esterno, ma gioco ovunque. Mi so adattare”. 

“Solo una coincidenza, ma portare il cognome di uno così, bandiera del nostro calcio da sfoggiare in tutto il mondo, è un privilegio unico”.

Se le dico San Siro, cose le viene in mente? 

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“Al pareggio contro l’Inter nel 2019, durante la fase a gironi di Champions. Ci davano per spacciati, ma fermammo i nerazzurri con una gara storica. Giocare dall’inizio fu un’emozione, anche perché uno dei miei idoli è sempre stato Andrea Pirlo, protagonista in quello stadio. Quando penso al calcio mi vengono in mente lui e Pavel Nedved, ovviamente”. 

E il suo connazionale Jankulovski, campione d’Europa nel 2007? 

“Un’altra icona del nostro calcio. Lo ricordo con la nazionale e ovviamente nella finale di Atene contro il Liverpool”. 

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